Torna la truffa dello specchietto rotto

Avete mai sentito parlare della truffa dello specchietto? E' un raggiro tornato recentemente di moda di chi cerca di farsi risarcire in contanti e "al volo" per un finto danno, causato - secondo il truffatore di turno - da una condotta scorretta dell'ignara ed ingenua "vittima". La sceneggiata avviene quasi sempre su strade trafficate ed il via lo si ha con un lieve colpo alla carrozzeria senza visibili conseguenze. Ma ecco che spunta il furbacchione: una macchina dietro di noi spara colpi di abbaglianti con l'intento di farci accostare. Nel caso l'invito fosse accolto, scatta la truffa vera e propria, ultimamente effettuata anche con varianti piuttosto sinistre.

Mangiare al volante è come guidare da ubriachi

Il presunto danneggiato accusa quindi l'altro automobilista di aver colpito la propria vettura e, per dimostrarlo, mostra lo specchietto rotto o una vecchia ammaccatura sulla carrozzeria. Un particolare che a questo punto dovrebbe farci insospettire sarà il rifiuto di compilare, con la onnipresente scusa della fretta, il CID - preferito ad un più rapido "saldo contestuale", anche per evitare scocciature o aumenti del premio assicurativo; insomma: abbiamo incontrato un gentleman!

Altra variante dello stesso raggiro, ma più macabra, è stata recentemente segnalata dalle Forze dell'Ordine e riguarda il ferimento del "truffatore" che cammina su un lato della carreggiata sprovvisto di area per pedoni, nonostante la presenza di un largo marciapiede sulla parte opposta. In tal caso, dopo il colpo alla vettura, il truffatore mostrerebbe addirittura ferite sanguinanti (auto-provocate in precedenza) su mani o braccia e gli eventuali segni di sangue sulla carrozzeria a testimonianza della propria sincerità. Ovviamente, anche in quest'occasione, la presunta vittima pretenderà di essere risarcita "brevi manu" per il danno subito senza passare per l'ospedale o l'intervento di Polizia o Vigili Urbani (obbligatorio in presenza di feriti ndr).

In entrambi i casi citati il cittadino onesto potrebbe realmente sentirsi responsabile di quanto accaduto, magari ulteriormente commosso da racconti più o meno toccanti su presunte necessità economiche o dalla presenza di un "testimone", ovviamente anch'egli "attore consumato".

Litigi in auto: svelate le motivazioni

Ora che siete a conoscenza di quanto potrebbe accadere sul tranquillo tragitto da casa a lavoro pensate anche al da farsi nel caso vi capiti una situazione del genere. L'ideale sarebbe ovviamente avvisare le Forze dell'Ordine, rifiutando di "essere accompagnati in luoghi più tranquilli". Purtroppo tra il "dire e il fare c'è di mezzo un mare", ragionare con questo tipo d'interlocutori può risultare piuttosto pericoloso e quella di "mercanteggiare" resta purtroppo una delle vie d'uscita più accreditate. Ammettere di avere pochi Euro può aiutarci a "sbrigare la pratica", anche se resta l'amaro e la rabbia di una violenza subita.

Emiliano Caretti