Test EuroNCAP sbugiardati da test USA

E' sicura la vostra auto? Se ha ricevuto le fatidiche "5 stelle EuroNCAP" non dovrebbero esserci problemi, o no? A far vacillare qualche certezza ecco uno studio della IIHS (Insurance Institute for Highway Safety), organismo no-profit americano che controlla la sicurezza delle vetture.

L'associazione d'Oltreoceano ha infatti provato un nuovo tipo di crash-test frontale per analizzare il comportamento delle auto in un diverso tipo di urto. I risultati? A dir poco rivoluzionari, con dati spesso opposti a quelli ottenuti nelle prove effettuate da EuroNCAP.

Le paure peggiori dei pedoni

Ma in cosa consiste questo nuovo test? Si tratta di riprodurre gli effetti di quelli che in linguaggio tecnico si chiamano "incidenti a bassa sovrapposizione", ovvero quei casi dove l'angolo anteriore di una vettura urta un altro veicolo o un ostacolo fisso, come un albero, un palo o un muro. Queste prove si effettuano quindi misurando le conseguenze di un sinistro causato da un'auto lanciata a 64 Km/h contro una barriera indeformabile, che colpisce solo il 25% della superficie totale del muso. La differenza con i test EuroNCAP (e dell'altro organismo americano, l'NHTSA) sta quindi nella diversa superficie interessata dall'incidente, che nelle prove "standard" è del 40% della parte frontale.

Basta un rapido ragionamento per capire che, riducendo l'area d'urto e mantenendo costante la velocità, le forze agenti in un determinato punto della vettura sono molto più alte, rendendo questo nuovo tipo di crash-test molto più severo. I risultati delle prove IIHS su otto vetture – nate nel 2012 e premiate con le cinque stelle EuroNACP - lo dimostrerebbero: solo una (la Volvo S60) è promossa a pieni voti; un'altra, (la Infiniti G) ottiene un punteggio medio e altre due (Volkswagen CC e BMW Serie 3) arrivano appena alla sufficienza. I restanti modelli (Lexus Is 250/350 e ES 350, Audi A4 e Mercedes Classe C) sono invece bocciati, a causa di risultati definiti "scarsi".

Concretamente, si è visto che in alcuni casi (come per la Lexus IS) la forza dell'impatto abbia procurato un'intrusione nella "gabbia di sicurezza" che protegge gli occupanti fino a dieci volte maggiore rispetto al modello Volvo. Ci sono stati casi in cui il montante si è piegato con seri danni anche per la zona dei pedali, che avrebbero "imprigionato" i piedi del manichino da test.

Piuttosto scenografico il caso della Volkswagen CC, dove la portiera lato guida pare si sia letteralmente staccata nell'impatto. Ad ogni modo questi non sarebbero stati gli unici aspetti testati nella prova: anche i sistemi di ritenuta e protezione (come cinture di sicurezza e airbag) hanno "pagato dazio", magari con aperture ritardate degli airbag laterali (anche sulla Volvo) o di protezione insufficiente per quelli "a tendina".

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Secondo gli esperti della IIHS, "molti di questi problemi sarebbero comunque risolvibili con piccole modifiche strutturali, che migliorerebbero la protezione degli automobilisti nei confronti di una tipologia di sinistri che, solo negli Stati Uniti, miete più di diecimila vittime ogni anno".