Perchè ci piace così tanto l'odore delle auto nuove?

Potrà sembrare banale, ma è sicuramente vero: la prima cosa che notiamo entrando in un'auto nuova è il caratteristico odore, di "nuovo" appunto. Quel misto di "profumi" frutto dell'accostamento di plastiche differenti ci ricorda che la vettura è appena uscita dal concessionario e, aspetto psicologico non da poco: sottolinea che saremo noi i primi a guidarla. Per alcuni è addirittura una fragranza piacevole, magari da far sopravvivere il più a lungo possibile senza quindi "contaminarla" da questo o quel deodorante, quasi a testimoniare il nostro nuovo acquisto.

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Ma come nasce quest'odore e perché ci può piacere così tanto? Per scoprirlo, secondo gli esperti di materiali e colori Toyota, bisogna guardare ai cani! Stiamo infatti parlando della stessa reazione che si scatenava nei famosi esperimenti noti come i "cani di Pavlov" alla fine dell'Ottocento. Allo stesso modo con cui "loro" avevano "l'acquolina in bocca" - alla vista di qualche pietanza particolarmente appetitosa - anche noi adoriamo l'odore di nuovo della nostra auto, proprio perché la identifichiamo in qualcosa di bello. A livello chimico, invece, questo "profumo" è dato semplicemente da quei componenti che, appena usciti di fabbrica, reagiscono con l'aria e gli altri materiali presenti nell'abitacolo in maniera ancora piuttosto marcata. Un fenomeno non esclusivo del mondo delle quattro ruote e comune in molti oggetti nuovi, sia completamente artificiali che "trattati" in maniera naturale.

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In realtà l'odore che sentiamo appena apriamo la portiera per la prima volta non è sempre una "effluvio" particolarmente salutare, per ovvi motivi. Per cercare di rendere l'aria delle nuove vetture più "pulita", infatti, alcune case automobilistiche stanno cercando di utilizzare materiali quanto più eco-compatibili, meglio se derivati da qualche fibra vegetale. In questo caso però bisogna stare attenti anche ad altre controindicazioni: in ambienti molto umidi tali composti possono deteriorarsi più facilmente o velocemente rispetto alle controparti basate sui derivati del petrolio.

In ogni caso prepariamoci in un futuro non troppo lontano a dire addio al vecchio odore "di nuovo" che ci ha accompagnato in tutti questi anni e ne siamo certi: qualcuno ne sentirà la mancanza!

Emiliano Caretti