L'influenza italiana al Salone di Detroit 2012

Il 2012 è iniziato sotto il segno del Made in Italy! Questa è almeno la sensazione che si ha passeggiando per il Salone di Detroit 2012, dove l'influenza italiana, più o meno nascosta, è molto chiara: oltre ai modelli delle Case tradizionali del Belpaese, ci sono anche altre vetture che lasciano trasparire molti punti di contatto con stili e soluzioni "tricolore".

[BENZINAI PRONTI ALLO SCIOPERO]

Il motivo è abbastanza noto a tutti, quell'alleanza tra Fiat e Chrysler che si sta stringendo sempre più e che, nelle intenzioni dell'Amministratore Delegato del Lingotto, porterà alla fusione tra i due gruppi. A livello pratico, questa partnership ha già dato i suoi frutti nel 2011 con l'introduzione, sotto marchio Fiat e Lancia, di alcuni modelli nati in terra americana, come Fiat Freemont, Lancia Thema e Voyager, "parenti stretti" di Dodge Journey, Chrysler 300C e Grand Voyager.


Dai buoni risultati di questa operazione nel nostro paese si è passati quindi al tragitto opposto: al NAIAS 2012 è stata infatti presentata la Dodge Dart, costruita sulla base dell'Alfa Romeo Giulietta, apprezzata da critica e pubblico nel Vecchio Continente e ora, nella sua rivisitazione a stelle e strisce, pronta a conquistare anche il Nuovo Mondo seguendo la via della Fiat 500, prima vettura a essere tornata negli Stati Uniti.

Ma non è finita qui: il Maserati Kubang sarà costruito interamente oltreoceano (data la parentela stretta con la Jeep Grand Cherokee) seppur venendo curato dalla Casa italiana in tutto e per tutto, mentre il prototipo Chrysler 700C visto a Detroit potrebbe invece anticipare le linee del prossimo monovolume Lancia, successore del Voyager. Il futuro quindi, lascia presagire, ancor prima dell'unione fisica dei gruppi italiano e americano, una fusione "nei fatti" per quanto riguarda vetture e scambio di tecnologie, dando il via ad un colosso che potrebbe seriamente inserirsi nella lotta per la supremazia nel mondo dell'auto su scala globale.

Emiliano Caretti