Liberalizzazioni auto

Le novità in fatto di liberalizzazioni che il Governo Monti è in procinto di proporre al Parlamento, stanno già causando le proteste delle molte categorie interessate. L'obiettivo dei provvedimenti è noto: far risparmiare i contribuenti. Per questo sono molti i settori dell'indotto automobilistico ad essere chiamati in causa: si va dai taxi ai distributori di benzina, dalle assicurazioni alle autostrade, passando per interventi nel campo dei mezzi di trasporto, pubblici e privati. Scopriamo allora come potrebbero cambiare molte delle nostre abitudini se il testo del Governo dovesse tramutarsi in Legge dello Stato.

[BOLLO AUTO QUANDO SI PAGA?]

Assicurazioni: arrivano "scatola nera" e "preventivi multipli"

Probabilmente è quello delle assicurazioni il capitolo più importante della cosiddetta fase due del Governo Monti. Qui la novità principale è rappresentata dalla "scatola nera"; il suo funzionamento è molto semplice e consiste in un sistema che non solo individua la vettura grazie al segnalatore satellitare, ma anche d'interpretare la velocità del mezzo in cui è installata e le decelerazioni tipiche di un urto. Gli automobilisti che installeranno questo sistema potranno quindi ottenere un sostanzioso sconto dal premio RC Auto. Di fatto questa soluzione è già adottata da qualche tempo, con i costi della "scatola nera" a carico del proprietario della vettura; con la Legge sulle Liberalizzazioni questi dovrebbero però passare alle Compagnie assicurative.

Non solo però: altri sconti sono previsti per coloro che faranno ispezionare preventivamente lo "stato di forma" della propria automobile da parte delle assicurazioni. Queste ultime, infine, in sede di preventivo saranno obbligate a mostrare all'aspirante nuovo cliente almeno altri tre preventivi di Compagnie concorrenti. Una manna per la concorrenza? Vedremo!

Altra novità sul fronte contraffazione? Eccola: nel giro di un paio d'anni si dovrebbe arrivare all'eliminazione del contrassegno cartaceo del contratto, che sarà sostituito da uno elettronico.


Carburanti, taxi e autostrade

Sul fronte distributori il malessere è tangibile e già sono annunciati scioperi a raffica: il progetto del Governo prevede incentivi alla diffusione degli impianti self-service (specialmente fuori città), ma anche una maggiore trasparenza riguardo i prezzi esposti, ponendo un freno ai tanti sconti "fittizi" che poi non si tramutano in un guadagno effettivo per gli automobilisti. I gestori degli impianti potranno poi riscattare le strutture dalle compagnie petrolifere e anche acquistare carburante sul libero mercato fino alla metà del proprio stock, garantendo quindi (in teoria) maggiore concorrenza e risparmio per gli utenti.

Ma ce n'è anche per taxi e tassisti: in questo caso il Decreto prevede che la regolamentazione sul numero delle licenze passi all'Autorità dei trasporti: questa potrà decidere di aumentarne la quantità, sentiti i sindaci delle città interessate per valutare tutti gli aspetti, anche ambientali e d'inquinamento; per compensare i titolari delle licenze già esistenti saranno previsti strumenti di compensazione, economici o sulla flessibilità dell'orario di lavoro.

Novità infine riguardano le autostrade. Per tutte le nuove concessioni la competenza passerà anche in questo caso all'Autorità dei trasporti: essa definirà le tariffe e il loro tetto massimo, ma anche regole e bandi per l'assegnazione della gestione dei vari tratti e per la realizzazione dei lavori necessari. Per le concessioni già esistenti la stessa agenzia cercherà di promuovere il passaggio al nuovo sistema, nel caso se ne vedesse la possibilità.

Emiliano Caretti