Prendiamo un brand noto come Jeep - galassia Fiat e quindi a noi italiani molto più familiare di quanto non si creda - prendiamo poi uno dei modelli più apprezzati di questo marchio come il Grand Cherokee e diciamo che non ha superato il mitico "test dell'alce". Cosa abbiamo ottenuto? Ovviamente una "Notizia", soprattutto se a diramarla sono i colleghi svedesi, che in fatto di "alci" dovrebbero essere esperti
L'equivoco, preferiamo definirlo in questo modo - è di qualche giorno fa, quando i giornalisti del magazine svedese Teknikens Varld hanno voluto mettere alla prova il SUV americano proprio con il test più famoso del mondo. Risultato? La Jeep sbanda pericolosamente e i toni della rivista svedese si elevano al punto dal definire il Grand Cherokee "pericoloso" e addirittura "invendibile"!
Puntuale è arrivata la risposta Chrysler che ha voluto vederci chiaro sulla vicenda e che ha immediatamente organizzato un test nelle stesse condizioni dichiarate dai giornalisti del magazine Teknikens Varld. Morale? In nessuno dei test si è verificata alcuna anomalia, né in quelli realizzati nella stessa terra svedese, tantomeno in quelli in casa Jeep negli Stati Uniti. Tutto insomma sarebbe filato liscio, come conferma anche il sito Allpar.com che ha seguito la storia fin dall'inizio.
Mistero? Non proprio: il test di Teknikens Varld è stato infatti volutamente falsato per far sì che la Jeep perdesse aderenza. Il test, che infatti va eseguito al massimo del carico consentito - con tanto di passeggeri e zavorre nel vano di carico per simulare il pieno di bagagli - sarebbe stato realizzato con un voluto "eccesso di carico" (110 libre - circa 50 Kg - in più) e ad ammetterlo è stato proprio un pilota del giornale svedese, Ruben Borjesson.
In cosa consiste il test dell'alce
Il test nasce molti anni fa in Svezia, proprio lì, dove gli attraversamenti di alci, ma più in generale di animali selvatici è molto più frequente che altrove. La prova simula proprio questa situazione - in cui l'automobilista è costretto ad "evitare" un ostacolo sterzando improvvisamente; sposta così l'auto nella corsia opposta alla sua e con la stessa repentina manovra ritorna sull'originale senso di marcia. In pista - asciutta - le auto impiegate devono simulare il massimo del carico consentito tra passeggeri e bagagli e ovviamente, non devono ribaltarsi!

