L'imposta sul valore aggiunto, meglio nota semplicemente come IVA cresce. La recente crisi e tanti altri fattori sui quali preferiamo non entrare nel merito hanno portato questa imposta a salire di un punto percentuale, passando così dal 20 al 21%. Una soluzione che ovviamente pagheranno tutti, soprattutto (come al solito) gli automobilisti. Nessuna novità sotto quest'aspetto e i proprietari di "due" o "quattro" ruote sanno bene di cosa parliamo, abituati sempre più spesso a dover far quadrare i conti tra costi di carburante, assicurazione etc.
Sulle auto nuove "qualcuno" la scontaOvviamente, l'incremento dell'IVA si farà sentire anche su quell'utenza alle prese con l'acquisto di un veicolo nuovo. L'idea di qualche costruttore è stata quindi quella di lanciare l'iniziativa dal generico titolo: "L'IVA la pago io". Niente a che vedere con incentivi veri e propri, ma i vantaggi non mancano.
L'idea per ora coinvolge Opel, Honda e Hyundai che hanno deciso di "offrire" l'IVA in più prodotta dal recente rialzo. Un'idea intelligente dall'unico fine: rendere meno sterile un mercato che di certo non sta attraversando il più florido dei momenti. Informatevi però: generalmente si tratta di promozioni temporanee.
Ma quanto ci costa?
In "soldoni" quanto ci costa la nuova IVA al 21%? Per farla semplice possiamo parlare di un incremento di 100 Euro ogni 10 mila d'imponibile (senza IVA), quindi: un'utilitaria passa da 12 a 12.100 Euro; una "media" da 24 a 24.200 Euro; un SUV compatto da 33 a 33.300; un'ammiraglia o una sportiva di lusso da 84 ad 84.700 Euro. Insomma, un "gioco" apparentemente di pochi Euro (700 Euro per chi acquista un SUV da 84 mila Euro non saranno certo un problema), ma che di certo non "aiuta" un mercato convalescente. E lo Stato quanto ci guadagnerà? In media si calcolano entrate maggiori di mezzo miliardo di Euro ogni anno.
Anche il carburante "sale"Ma gli automobilisti "la pagheranno" anche senza portare un'auto nuova in garage. Benzina e gasolio (ma anche il GPL) hanno già subìto rialzi indiretti. La benzina costa in media 1,4 centesimi in più per litro, il Diesel 1,3 ed il GPL è cresciuto di "mezzo centesimo". Morale? Chi percorre in media 20 mila chilometri l'anno (acquistando quindi circa 1.300 litri di carburante - consumi medi di 15 Km/litro) spenderà nella peggiore delle ipotesi (con la benzina) quasi 20 Euro in più ogni anno.
Autostrade, assicurazioni e "indotto"Se ancora sembra di avere a che fare con rialzi di poco conto e circoscritti ricordiamo che subiranno "ritocchi" anche i pedaggi autostradali, le polizze assicurative, i ricambi etc. Senza contare che con il cosiddetto "arrotondamento" molti automobilisti rischiano di andare incontro ad ulteriori salassi. Un esempio lo offre il banale pedaggio autostradale che per percorsi "stile pendolare" passa in media da 4,70 a 4,80 Euro, proprio per effetto dell'arrotondamento. Parliamo quindi di una spesa media annua maggiorata di ben 24 Euro che diventano facilmente 48 Euro, considerato che chi viaggia da pendolare va al lavoro, ma "fortuna sua"... torna anche a casa!
Alessio Macaluso

