Non bastavano gli aumenti di prezzo del carburante ormai quasi fuori controllo, negli ultimi tempi è anche tornata di moda la truffa (conosciuta da tempo) di "taroccare" i distributori. E' notizia recente che un controllo della Guardia di Finanza di Roma abbia smascherato irregolarità in quasi la metà degli impianti esaminati, con il conseguente sequestro di 22 stazioni di servizio, 52 pistole erogatrici e la denuncia alle Autorità di otto persone. Il giro d'affari scoperto dagli uomini delle Fiamme Gialle ammonterebbe a circa 200 mila Euro, proporzionali - litro più litro meno - a 110 mila litri di carburante venduto "in nero".
Odore di auto nuova: perché ci piace?Ma come funziona questa frode? In maniera molto semplice: tramite un software vengono modificati i sistemi elettronici che regolano la quantità di benzina o gasolio erogati dalle "colonnine" di distribuzione; in questo modo le pistole emettono nei serbatoi meno litri di quanto indicato con un conseguente guadagno per il benzinaio "truffaldino" (che poi potrà rivendere "sottobanco" il carburante avanzato) e una perdita sia per l'automobilista "vittima" che per lo Stato.
Per gli automobilisti è possibile difendersi da questo tipo di truffe? In realtà sì, basta tenere sempre gli occhi aperti! Innanzi tutto la cosa più importante durante un rifornimento è quella di controllare attentamente che l'importo richiesto sia quello poi effettivamente erogato dal benzinaio. Può sembrare strano o assurdo, ma in molti casi per frodare gli automobilisti è stato sufficiente erogare 5 o 10 Euro in meno rispetto a quanto richiesto, con i diretti interessati (gli automobilisti) a fidarsi ciecamente dell'operatore senza controllare che tutto fosse in regola.
La benzina "plus" conviene davvero?Nel caso invece si abbia la buona abitudine di usare il self-service o di scendere comunque dalla vettura, la nostra attenzione dovrà invece focalizzarsi sul piccolo "conta-litri" presente in ogni colonnina di rifornimento e che registra tutto il carburante erogato dal sistema; una "spia" di cui non molti conoscono l'esistenza. Controllando il numero di litri indicato prima e dopo il rifornimento potremo così verificare l'esattezza di quanto effettivamente entrato nel serbatoio e, in caso di truffe, avere in mano una prova tangibile di reato.
Emiliano Caretti

