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Carburanti alternativi?

Consumare poco, o consumare qualsiasi cosa? E soprattutto, chi ci guadagna?

L’economia e l’ecologia sono fatte di cose vere e di scelte possibili per ognuno di noi, ma in questi mesi abbiamo avuto a che fare con campagne e speculazioni che  porterebbero tutti fuoristrada. Come si può davvero risparmiare in auto? Il mondo reale è pronto per scelte alternative? Non io, ma Barak Obama, il meglio dell’industria automobilistica europea e perfino le Nazioni Unite.. pensano alle risposte vere.


La prima, per esempio è questa: il futuro è di benzina e gasolio. Incredibilmente, pensa qualcuno, perché sono carburanti tradizionali, ma non sarà affatto “tradizionale” il metodo per utilizzarli. Il Presidente degli Stati Uniti ha puntato con decisione su una Allenaza tra Chrysler e Fiat per sfruttare la tecnologia italiana di motori efficienti e puliti:ottimizzare al massimo e utilizzare l’ibrido. In Usa e in tutto il continente Asiatico eccetto il Giappone, è una partita ancora tutta da giocare, mentre in Europa sono in commercio vetture già capaci di percorrere 25 chilometri con un litro di gasolio emettendo meno di 100 grammi di anidride carbonica ogni mille metri. Avete idea che rivoluzione sarebbe, se l’intero pianeta avesse una tecnologia simile, reale e già disponibile?


Speculando, invece si fa altro. In Italia, in questo momento, sono presenti 24.571 impianti di distribuzione di carburanti tradizionali, ma la moda parla di gas per auto e di bassi costi. Vogliamo fare due conti? Il metano non inquina, questo è vero, ma .. semplicemente.. non c’é. In Italia risultano solo 652 stazioni di rifornimento su tutto il territorio nazionale e, per motivi di sicurezza, crescono a ritmo di 30 l’anno. Comprare una vettura oggi, e avere un pronipote che la potrà usare comodamente.. non è male.. Andare a GPL fa leggermente meno fatica, con 2.400 distributori aperti in Italia e l’idea nella testa di consumare e inquinare meno. A parole. GPL sta infatti per “gas di petrolio liquefatto”, leggermente meno caro di benzina e gasolio ma anche decisamente meno efficiente in chilometri al litro: lo sanno tutti, e nessuno batte ciglio.
Sapevate invece dell’esistenza dei biocombustibili, ovvero carburanti di origine vegetale in sostituzione dei combustibili fossili. L’Onu sicuramente lo sa, e vi consiglia di dimenticarvene in fretta.

Una settimana fa Jeffrey Sachs, Consigliere delle Nazioni Unite, ha richiesto ufficialmente la riduzione dei programmi statunitensi ed europei di sviluppo dei biocombustibili che “non hanno senso in condizioni di fame mondiale”.
Nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato infatti al Parlamento europeo che una delle soluzioni alla penuria di cibo nel mondo potrebbe essere costituita da una significativa contrazione delle strategie di sviluppo dei biocombustibili.
 Jeffrey Sachs ha raccontato di casi concreti, come quello degli USA, dove un terzo della produzione di mais è utilizzato per trarne biocombustibili, sottolineando come si tratti di un duro colpo per il rifornimento del mercato alimentare mondiale.
Sachs, per altro professore dell’Università di Columbia, colpevolizza anche le politiche dell’Europa, dovele importazioni di biodiesel sono una delle cause della deforestazione. A questo punto, perché ricordare anche che, in altre aree del globo, per fare largo alle colture della soia destinata a combustibile si stiano abbattendo interi boschi tropicali. Dunque, pensiamo a consumare poco, ma per favore.. non qualsiasi cosa..