Se saper parcheggiare bene è un'arte, ecco alcuni consigli utili...
Geometrie da città
Parcheggiare può essere un incubo. Silos sotterranei, il centro affollato come una scatola di sardine, passanti distratti da schivare e Polizia locale da tenere a bada: avete presente il quadro? E ora che in molti Comuni italiani ci sono anche gli “Ausiliari del Traffico” con i loro bei blocchetti per multe, il gioco diventa serio e davvero pesante.
Purtoppo la scuola guida .. è finita
Non che in Italia il livello dell’ insegnamento delle regole stradali sia alto, anzi..ma il giorno dell’esame per il conseguimento della patente è lontano.
C’era
il doppio dello spazio che serviva per parcheggiare la vostra panda con doppi comandi, e l' esaminatore che non vi perdeva per un attimo di vista.
Troppo facile su una strada tranquilla che conoscevate fin troppo bene, dopo averci passato ore e ore in lezioni di guida. Tutto questo fa nostalgia, per quel minimo di stress che chiunque di noi ha avuto addosso quel giorno, salvo scoprire che è neanche la metà di quanto ne produce una giornata spacca nervi da adulti, nel traffico del centro.
Senza istruttori è proprio lì che ci ritroviamo soli con una montagna di distrazioni e pericoli: poco spazio, passanti agitati come grilli e anche distratti, per non parlare del trionfo di clacson intorno a noi.
Parcheggiare è impegnativo per chiunque, anche per chi ha anni di patente alle spalle..
E, dato che la scuola guida fa nostalgia, rispolveriamo con piacere un paio di lezioni dei vecchi tempi utilissime anche per i tempi attuali.
Come parcheggiare (in parallelo) perfettamente.
E’ un dato di fatto che parcheggiare in parallelo alla strada è la manovra più stressante tra tutte quelle possibili. Per uscirne vincenti meglio allora spezzettare la manovra in più fasi.
Per prima cosa affianchiamoci alla vettura parcheggiata davanti allo spazio che abbiamo “puntato”. Un metro circa, ma non di più, perchè avanzando ancora rischiamo di lasciare il campo libero ad un rivale, con una vettura magari più piccola e sgusciante.
La seconda fase è preparare la manovra: mettere la freccia, guardare bene gli specchietti retrovisori per assicurarsi che la strada dietro a noi sia sgombra, e finalmente ingranare la retro marcia.
Seguire la sequenza esatta, aiuta e rassicura.
Quando siete pronti a parcheggiare, guardate all’indietro torcendovi leggermente verso la vostra spalla destra e andate a cercare con lo sguardo il finestrino del passeggero posteriore: è li che avviene lo spettacolo..
Il volante va gestito con delicatezza. Giratelo di 45 gradi verso destra non appena è visibile la targa della vettura parcheggiata davanti al vostro spazio, e poi ancora di 45 gradi verso sinistra per rientrare anche con il muso nella zona di parcheggio.Una volta a ruote dritte, ingranate la prima e chiuso così.
Il parcheggio parallelo è quello che richiede più pratica, anche se statisticamente affatica meno quando lo spazio dove parcheggiare è alla vostra sinistra, come nel caso di strade a senso unico, per esempio.
Ci ricordiamo ancora cosa.. non dobbiamo fare?
Il parcheggio è una lotta, ma non vale la pena di trasformarlo in una rissa. Inutile sottolineare che quando vedete un posto libero, a distanza, non dobbiamo precipitarci con la furia di un teppista, né tanto meno premere il piede sul freno e bloccare la strada per affermare il vostro diritto di proprietà su una zolla di asfalto incontaminata.
Il comportamento più corretto è quello di dare la possibilità agli altri automobilisti di anticipare le nostre mosse, schivarci e lasciarci completare la manovra in sicurezza.
Tutto questo, a maggior ragione se abbiamo scelto uno spazio troppo piccolo, la nostra auto non ci entra e ce ne accorgiamo solo dopo alcuni tentativi, con un mondo di traffico attorno che deve anche tollerarci.
Tra le regole d’oro ce n'è una che non sarebbe mai il caso di tralasciare: l’auto parcheggiata in modo parallelo alla strada deve essere ben ravvicinata al marciapiede. Se è troppo esposta verso il centro corsia si ostacola i traffico, e si rischiano anche delle belle multe.
Allora..Parcheggiare nel parcheggio?
Non è un gioco di parole! Avete presente le insidiosissime sbarre di ingresso nei parcheggi a pagamento: calcolare la distanza giusta per consentire di sporgerci dal finestrino e afferrare il biglietto cehe sblocca la sbarra… Beh, insomma, e’ complicato come un atterraggio. Se non riesce, si finisce a creare una fila di auto dal clacson facile e arrabbiato.
Una volta imboccato il piazzale, meglio muoverci con assoluta prudenza. Non siamo i soli a cercare posto e c’è anche chi sta facendo manovra per uscire.
Proprio per questo, il miglior consiglio è perdere del tempo “in entrata” per guadagnare in velocità e sicurezza all’uscita: parcheggiamo con il muso della vettura già posizionato nella direzione della ripartenza, senza dover fare retromarcia.
La polizia segnala che è anche un buon metodo per scappare alla svelta dai rapinatopri nei parcheggi.
Questo non lo sapevamo, ma è la dura legge della strada che fa sempre il resto...
