Geneva Motor Show 2009

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Partenze intelligenti: condizioni perfette di guida

Obbiettivo vacanze: sei in condizioni ottimali per guidare

Un argomento che spesso viene sottovalutato, ma di grande importanza,son le condizioni in cui ci si trova prima di affrontare il viaggio verso le vacanze, che devono essere ottimali...
Certe volte anche l’aritmetica fa un certo effetto. A 100 chilometri orari di velocità, si percorrono 2,7 metri di strada ogni decimo di secondo, ma il tempo di reazione dei riflessi umani non è inferiore a 5 decimi: solo per accorgerci di un ostacolo o di un imprevisto percorriamo almeno 14 metri di asfalto.
Ammesso che i nostri radar umani siano in buone condizioni, si intende cioè, quella che si chiama “Condizione Psicofisica Perfetta”. Per una vera partenza intelligente, sarebbe piuttosto stupido non curare anche quella.

Buona e robusta costituzione. Non serve certo un certificato clinico per affrontare la trasferta delle vacanze, ma un’ottima condizione medica è assolutamente indispensabile.
Vista e udito in piena efficienza, questo è ovvio, e chi usa lenti a contatto è obbligato dalla legge a tenere un paio di occhiali di scorta a bordo della vettura. Più spinoso invece il capitolo medicine, perché nessuno può sottovalutare la lista dei farmaci che si assumono quotidianamente: gli antidolorifici allentano i riflessi e gli psicofarmaci li annientano praticamente del tutto.

Slow food o “Positano”? Nonostante il più ambito dei panini in vendita negli autogrill italiani sia ormai una celebrità anche oltre confine, mantenere una Condizione Psicofisica Perfetta significa anche tenersi lontano dai grassi. L’ideale è partire subito a razzo con una buona colazione all'italiana, cioè latte o caffè con biscotti o fette biscottate, oppure pane e marmellata con succhi di frutta, e poi proseguire con una serie di spuntini leggeri e rapidi.
Il digiuno è tassativamente escluso, mentre a pranzo servono proteine di origine animale, carne e pesce accompagnati da insalata e al massimo 50 grammi di pane o cracker. Meglio approfittare delle pause che dobbiamo dare ai nostri turni di guida! E’ clinicamente sconsigliato rimanere al volante per più di 8 ore al giorno, mentre ogni due ore scatta la sosta di non meno di 15 minuti, da raddoppiare in caso di guida notturna. Una volta tornati a bordo, le vettovaglie concesse si limitano ad acqua rigorosamente non ghiacciata, oppure integratori di potassio, vitamine B e C, ciò che serve per compensare la sudorazione. Evitate le bevande gassate per salvaguardare lo stomaco, oppure soltanto per una questione di educazione.


The “Reflex”. Per mantenere la concentrazione o darsi una svegliata mi è capitato di alzare il volume dell’autoradio ascoltando di tutto, dai Duran Duran ai Nilla Pizzi: non funziona, così come non serve a nulla aumentare la velocità per costringerci a fare più attenzione.
Dando per scontato nessun uso di alcool, la questione è evitare i colpi di sonno, che sono la causa del 30 % degli incidenti stradali, con percentuali perfino più elevate in autostrada.
Il minimo è non partire dopo una giornata di lavoro senza essersi prima riposati ed evitare di viaggiare nelle ore della giornata in cui la soglia di attenzione è più bassa, cioè dalle 2 alle 5 del mattino o dalle 13 alle 16 del pomeriggio.
Anche bere uno o più caffè serve a poco, se non altro perché l’eccessiva caffeina aumenta la sudorazione, il battito cardiaco e l’acidità gastrica. Non male, e non avete ancora pagato il conto dell’albergo..