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Auto elettrica: diventerà realtà?

La richiesta da parte degli automobilisti europei sarebbe fortissima e la tecnologia ci dice che sarà pronta già dal prossimo anno, anche se ancora nessuno ha avuto modo di testare a fondo vetture definitive invece che prototipi.

L’auto elettrica, quella che dovrebbe essere “verde” per eccellenza, in realtà è un giallo? I pochi fatti, per ora, hanno piccoli protagonisti. La Fisker Automotive, che ha appena messo in listino la berlina plug-in Karma, 50 miglia di autonomia in modalità elettrica e prezzo a quota 87.000 dollari, nel 2008 ha raccolto oltre 90 milioni di dollari di finanziamenti da parte di “venture capitalist” come Kleiner Perkins Caufield & Byers, gli stessi che hanno gestito l’ascesa di molte società coinvolte poi nella bolla speculativa delle dot-com.

Stessa disinvolta facilità raccogliere finanziamenti per Tesla, 165 milioni di dollari rastrellati dal 2006, nonostante la sportiva elettrica Roadtser resti ancora una volta un prodotto dichiaratamente di lusso, e abbia incontrato perfino serie difficoltà produttive. Nel frattempo, Renault conferma che sarà la prima a produrre auto elettriche in grande serie, Mercedes e Bmw si accodano entusiaste, ma gli analisti finanziari invece frenano e cercano di capire se esiste un mercato, cioè se ci saranno automobilisti pronti a comprarle.
Secondo un rapporto firmato dagli analisti finanziari della Roland Berger Strategy Consultant, entro il 2020 i veicoli “elettrificati”, ibridi plug-in e a sola alimentazione a batterie, cattureranno non più del 10% del mercato automobilistico mondiale: nel migliore dei casi quelli a completa trazione elettrica saranno solo il 3,7%. Ammesso che si trovi il modo di renderle anche economici. Secondo un’altra analisi firmata dai tecnici di Boston Consulting Group, per garantire la effettiva commercializzazione di 11 milioni di veicoli ibridi e di 3 milioni di mezzi elettrici entro il 2020, i governi europei dovranno spendere 70 miliardi di Euro in incentivi.

Ma la madre di tutte le domande è anche un'altra: siamo davvero sicuri che l’auto elettrica aiuti l’ambiente?
Conti alla mano, Boston Consulting Group sottolinea che il miglioramento degli attuali motori a combustione interna permetterebbe di ottenere risultati pefino più rapidi. Utilizzare tecnologie come l’iniezione diretta di carburante abbinata al turbo comporterebbe un esborso compreso tra 70 e 140 dollari per ogni punto percentuale di anidride carbonica ridotto: un taglio del 20% nelle emissioni di CO2 varrebbe circa 1.200 dollari a vettura. Sull’altro fronte, la soglia di “emissioni zero” teoricamente alla portata di ogni auto elettrica comporterebbe un costo reale “comparato” compreso tra 140 e 280 dollari per ogni punto percentuale di anidride carbonica in meno. E non ci stiamo neppure occupando del problema dello smaltimento delle batterie..