Maserati Quattroporte S – Test Drive. Alcune case automobilistiche producono macchine per far muovere milioni di persone, altre per dare un mezzo ai clienti che li riesca a portare anche sulla strada più mal messa che si possa trovare, altri, forse quelli che potremmo chiamare i puristi, hanno il divertimento alla guida, le prestazioni e l’eccellenza come obbiettivo produttivo; una in particolare, poi, ha da sempre coniugato questa caratteristica con la ricerca di eleganza ed esclusività, rendendo l’impresa ancora più difficile e stimolante.
E’ abbastanza ovvio che stiamo parlando di Maserati, la sportiva con il tight, da sempre distintasi tra le più appariscenti concorrenti grazie proprio alla sua unicità.
La Quattroporte ha subito un restyling non radicale, non ce n’era bisogno, sono state apportati solo piccoli cambiamenti estetici come la nuova griglia frontale e i nuovi paraurti, sono state cambiate le luci e inseriti i led, integrati i fendinebbia nel paraurti, aumentate le minigonne, in poche parole resa un po’ più aggressiva e lineare, ma di base la bellezza della Quattroporte rimane invariata, con le bellissime prese d’aria laterali o il musetto prominente che ricorda un po’ la 250F di Fangio.
Il motore è un V8 da 4.7 litri da 430 cv a 7000 giri con una coppia di 490 Nm a 4750 giri/minuto, può arrivare ad una velocità massima di 280 Km/h e va da 0 a 100 in soli 5.4 secondi. Questi i dati spiccioli per chi giudica una macchina dai numeri e anche solo mettendola così, la Maserati i numeri ce l’ha e li fa, ma secondo noi la vera bellezza di questa macchina la si scopre mettendocisi alla guida per scoprire come una berlina discreta, e magari di rappresentanza, possa diventare un mostro strappa asfalto mai sazio di chilometri… se non per assenza di benzina.
Prova su stradaSiamo a Salisburgo, patria della cioccolata, ma soprattutto di Mozart e del valzer, all’esterno dell’hotel dieci Maserati attirano gli sguardi persino dei passanti che vanno con maggior fretta: le linee sono morbide e fluenti, l’aspetto è compatto e sembra esser stato ricavato dal pieno invece che assemblato e risulta elegante sia in blu che in grigio. Non è propriamente una sportiva, in fin dei conti è una berlina, una di quelle macchine che hanno i direttori d’azienda, di solito sono macchine teutoniche che nel nome hanno almeno una L ad indicarne il lusso, mentre la Maserati ha nel nome una S, proprio perché seppure sia una berlina, ha invece un’indole molto sportiva, come si apprezza fin da subito.
Sali e ti ritrovi in una via di mezzo tra un cockpit di caccia da guerra e un salotto finemente allestito. Molto belli i colori degli interni, ma soprattutto molto accogliente il sedile, regolabile in ogni modo, così come il volante. Si mette in moto il motore e immediatamente il V8, oltre ad emettere un bellissimo suono degno di un’auto da corsa, ci manda un brivido per la schiena. Mettiamo il cambio in drive e partiamo. Nella noia per uscire da Salisburgo giocherelliamo con il sistema multimediale della Bose e scopriamo che oltre ad avere una porta USB, il cavo per l’ipod e ovviamente il bluetooth, ha anche un hard disk da 30 Gb, oltre a numerose altre chicche che non abbiamo lo spazio per elencare. Scopriamo inoltre che anche i sedili posteriori sono regolabili, che la tendina sul lunotto, per la privacy del proprietario, è elettrica: insomma come berlina di lusso e di rappresentanza ha tutto e pure molto di più.
Finalmente i semafori si diradano, la strada si fa più tortuosa e arriva il momento di vederla sul guidato.
Se si schiaccia lievemente l’acceleratore si plana delicati sull’asfalto, ma quando lo si “acciacca” per bene si alzano immediatamente i giri, il motore si sveglia e il rumore della sportiva apre un sorriso sul volto del guidatore, mentre la Quattroporte in un attimo sta già sfrecciando via. L’assetto è perfetto, l’ingresso in curva facile e preciso e i freni, costruiti in collaborazione con Brembo, funzionano a meraviglia, dissipando benissimo il calore e mantenendo la frenata sempre al top. Ma la vera gioia arriva quando si sposta il cambio sulla modalità sequenziale e si usano le palette al volante, non due palettine “vorrei ma non posso”, ma dei veri comandi da sportiva, ampi e azionabili sempre facilmente che trasformano lo stile di guida, rendendola divertente quasi come una monoposto. Certo guidando in questa modalità si consuma un po’ di più e se ci si fa prendere la mano si rischia di incorrere in qualche multa, ma chi ama la guida non rinuncerà a guidarla manualmente. Si percepisce la distribuzione del peso leggermente spostata sul posteriore che la rende più agile, come il bottone sport: quando viene inserita questa modalità, l’assetto diventa più rigido, e l’auto risulta più reattiva e capace di ottime performance anche per chi non sia un pilota professionista.
L’unico neo che si può trovare a questa lussuosa sportiva è il fatto che non sia alla portata di tutti, ma proprio la sua esclusività è la chiave del suo fascino, come la cura dei dettagli e l’attenzione all’alta qualità sono le caratteristiche che secondo noi la rendono una scelta vincente rispetto alle più anonime maxi berline tedesche.
Questa è una macchina per chi magari ha l’autista, ma continua a coltivare la passione per la guida e per i motori e la vuole guidare anche in prima persona, la stessa passione per i motori che ha portato la Maserati ad essere il grande marchio che è e che dà senso alla politica del rinato storico marchio italiano: l’eccellenza attraverso la passione.