I tratti autostradali dove è stato installato il Tutor hanno visto un calo della mortalità di oltre il 50%. Si tratta di dati ufficiali snocciolati direttamente dall'Anas e che confermano come questo sistema si sia dimostrato più di un semplice deterrente nella lotta a scoraggiare gli "eccessi di velocità".
Forte di questo risultato il Tutor sbarcherà, inizialmente in via sperimentale, su alcuni tratti della rete stradale non a pedaggio come appunto le Strade Statali. Il test inizierà a giugno dell'anno prossimo e coinvolgerà tre tratti strategici e tristemente noti per essere tra i più pericolosi della rete stradale italiana. Le tre aree individuate sono la Romea (tra Ravenna e Venezia), l'Aurelia nei pressi di Tarquinia e più a Sud la Statale Domiziana nella zona di Castel Volturno.
La sperimentazione proseguirà per tutta la stagione estiva, anche per concedere alle autorità competenti di limare il funzionamento del Tutor che a differenza dell'utilizzo autostradale dovrà essere in grado di gestire parametri completamente nuovi come ad esempio il doppio senso di circolazione o la mancanza di riferimenti come i caselli.
Successivamente il suo impiego sarà esteso ad altri tratti particolarmente pericolosi e nevralgici. Sarà quindi il turno dei romani con l'installazione sul Grande Raccordo Anulare, seguito poi dalla Salerno Reggio Calabria e dal Raccordo che collega Torino all'aeroporto di Caselle.
A.Macaluso
Venerdì Ottobre 30
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