In questa storia ci sono due protagonisti: l'uomo e l'oggetto. L'uomo è un bizzarro inventore neozelandese che si chiama Grant Ryan ed è colui che ha inventato l'oggetto: la YikeBike. Si tratta di un bicicletta elettrica che stilisticamente ricorda gli strani bicicli dello scorso secolo formati da una ruota molto grande ed un'altra ben più piccola.
Tante le qualità della YikeBike. Grazie al telaio in carbonio pesa meno di 10 Kg ed essendo pieghevole può essere facilmente caricata nel portabgagli di un'auto. Quanto a tecnologia parliamo di una bicicletta elettrica dotata di batterie agli ioni di litio, quindi ricaricabile da una qualsiasi presa domestica in circa trenta minuti ed in grado di raggiungere una velocità massima di 20 Km/h.
Un oggetto al passo coi tempi che tra l'altro arriva in un momento particolarmente favorevole per questo tipo di prodotti. Sia in Europa che negli Stati Uniti le vendita delle cosiddette "e-bikes" stanno infatti viaggiando con il vento in poppa e la consegna di oltre 23 milioni di unità solo nei primi dieci mesi di quest'anno la dice lunga sul successo di questo fenomeno. Inoltre non sembra nemmeno trattarsi di una parentesi temporanea con un trend in continua ascesa e che tende addirittura al raddoppio già nei prossimi due anni.
Un'idea ecologica ed economica quindi, anche se in realtà un obiezione da fare all'ingegner Grant Ryan c'è. Perché per salire in sella alla YikeBike occorre in realtà montare sul manubrio? Non erano sufficienti i 3.500 Euro di listino per renderla sufficientemente... "scomoda"?
A.Macaluso
Martedì Ottobre 27
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