La BMW M1 è storia, ma non più una storia a sé.

a cura di Performedia

 

La Prima M1 venne presentata al Salone dell'Automobile di Parigi del 1978 e fu prodotta in quei canonici 400 necessari per ottenere l'omologazione agonistica, praticamente la patente per correre contro Porsche nelle competizioni GT. Non era solo una vettura, ma forse un moto di rabbia e un guanto di sfida che, per la BMW di allora, sembrava "apparentemente oltre ogni possibilità". Motore 6 cilindri in linea a 24 valvole da 3.453 centimetri cubi firmato dalla divisione Motorsport, cambio manuale a 5 marce e differenziale autobloccante al 40%.: la M1 era chiaramente e inequivocabilmente un'auto da pista per i 262 km/h di velocità massima e i 5,6 secondi che impiegava per raggiungere i 100 orari, ma anche per la scelta di appoggiare su un telaio a traliccio "classico" una carrozzeria in fibra di vetro disegnata da quel genio estetico di Giorgetto Giugiaro. Il risultato non fu solo quello di vincere, ma anche di inventare un linguaggio, un modo di dire e di fare le sportive con "l'immagine semplice" della velocità, la fotografia del desiderio di correre.

Trent'anni dopo, BMW cede le armi, e dopo aver presentato la M1 Hommage come un semplice prototipo sulla passerella del Concorso d'Eleganza di Villa d'Este 2008, è costretta a pensare, a costruire l'auto che non c'era e che non ci doveva essere....Troppi i clienti danarosi in cerca di una BMW in grado di reggere il confronto con Audi R8 o Maserati Granturismo.. sul piano del design, o almeno di quello vero. Dai Forum su internet agli Emirati Arabi, la richiesta è sempre la stessa: una M1 subito, e possibilmente firmata Giorgetto Giugiaro!

Venerdì Giugno 27

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