Mitsubishi nuovo Pajero - Test Drive

Barcellona - In principio fu il Mitsubishi Px33, la prima berlina giapponese a trazione integrale: era il 1936.
Settant’anni dopo, arriva la quarta generazione di Pajero, un fuoristrada vero, orgoglioso di esserlo e di rivendicare prestazioni davvero estreme.

Il mito è tornato
Il mito, dunque, è tornato. Lo dice il motto coniato per il lancio previsto per il Motor Show di Bologna e lo conferma il durissimo test drive lungo alcune delle prove speciali del Rally di Catalunya.
Pajero non insegue i suv, li sfida grazie all’Ebac (il controllo del freno motore) di serie ed alla nuova taratura delle 4 sospensioni indipendenti.
Mitsubishi mette tecnicamente alla prova il nuovo Pajero fra dossi, discese mozzafiato, fossi e strapiombi mentre esteticamente rinuncia ad una rivoluzione del design perché gli affezionati il Pajero lo vogliono quasi così com’è, senza particolari concessioni a linee più morbide (qualche ritocco comunque c’è). Insomma: uguale ma ogni volta migliore, fedele a se stesso, tranne che nel prezzo.
Perché per sfatare il luogo comune dell’elevato costo del fuoriclasse degli offroad, in Italia si è lavorato molto sul listino: “E crediamo bene” sorride Guglielmo Consonni, direttore generale di Mitsubishi Motors Italia.

…e costa meno
L’offerta è variegata: due tipi di carrozzeria (metal a 3 porte e 5 posti e wagon a 5 porte e 7 posti) due motorizzazioni, tre livelli di allestimento (Invite, Intesne, Instyle) e tre interni.
La nuova versione di “ingresso” (il diesel da 3.2 litri a 3 porte Invite Euro 4) costa 2.070 euro in meno di quella precedente e vanta dotazioni di serie decisamente più ricche: 33.750 euro. Il modello successivo (Intense) viene quasi 2.500 euro in meno fino ad arrivare al “risparmio” di 2.780 della versione Intense wagon.
La forbice di prezzo è di circa 13mila euro (da 33.750 a 46.790) con un’offerta particolarmente interessante per gli amanti delle versioni a benzina che arriveranno comunque un poco più tardi sul mercato: i top di gamma sia a 3 sia a 5 porte costeranno uguale, indipendentemente dal fatto che siano a benzina (propulsore 3.8 V6 Euro 4 Instyle) o a gasolio. Si parla di 43.790 euro per i modelli a passo corto e di 46.790 per quelli a passo lungo.
Nel solo allestimento base (si fa per dire), Pajero offre dotazioni decisamente più ricche. A partire dal debutto del common rail abbinato alla motorizzazione diesel.

Poi ci sono il blocco del differenziale posteriore, gli airbag anteriori laterali e a tendina, gli specchi con luci di cortesia e frecce integrate, i parafanghi allargati (in tinta), le protezioni laterali (in tinta), le ruote in lega da 17”, il lettore MP3 abbinato alla radio, il portaocchiali sul padiglione, le chiavi con il telecomando ed il copribagagli.

Valori Inconfondibili
La scelta di Mitsubishi è chiara: Pajero resta un fuoristrada genuino e segna il ritorno agli inconfondibili stilemi estetici che risalgono alla seconda generazione (1979). Infatti la casa del trifoglio rosso sottolinea che si tratta di una evoluzione e non certo di una “rivoluzione” malgrado appena un quarto (fra il 22 ed il 26%) dei componenti della terza generazione sia stata trasferita su questa.
Nuovo Pajero si caratterizza per il parabrezza alto e quasi verticale, praticamente piatto (e con uno spessore superiore: adesso 5,3 millimetri, 0,3 in più), la classica conformazione del frontale, il portellone incernierato di lato e la ruota di scorta sempre rigorosamente montata all’esterno.
La strategia di fidelizzazione (il 70% degli acquirenti di Pajero lo ricompra) e di conquista di Mitsubishi propone alcune “personalizzazioni” per il mercato europeo.
Rumorosità e vibrazioni sono stati ridotti: oltre all’aumentato spessore del parabrezza, sono stati resi più rigidi alcuni elementi e sono stati migliorati i rivestimenti per rendere più confortevole l’abitacolo. I disturbi acustici legati al motore sono calati del 15% mentre l’indice di intelleggibilità è cresciuto del 17%.
Ne beneficia così anche il nuovissimo sistema audio Rockford Acoustic Design specificatamente personalizzato e sviluppato per il Pajero insieme a Rockford Corporation.
Progettato come parte integrante della nuova plancia, l’unità principale comprende un sintonizzatore AM/FM, caricatore di CD a 6 dischi, lettore MD e supporta anche apparati MP3.
L’unità include anche, per la prima volta su un modello originale Mitsubishi, un sistema home theater 5.1 che supporta le tecnologie Dolby Pro Logic II, Dolby Digital e DTS Digital Surround.
Il moderno impianto offre al conducente la possibilità di personalizzare e indirizzare il suono in base al numero degli occupanti (solo conducente, sedili anteriori o tutti i posti) per un effetto surround totale.

Fra le altre novità ci sono l’evoluzione della scocca e gli incrementati livelli di sicurezza passiva (l’obiettivo sono le 4 stelle Euro Ncap) e attiva: sono state ritarate le sospensioni indipendenti sulle 4 ruote, rivisti i sistemi di controllo della trazione e della stabilità di serie, ingranditi i dischi freno e le ruote sono da 17” con carreggiate più larghe di 10 mm sul 5 porte.
All’interno, nuovo Pajero è stato ridisegnato ed ammodernato nel design con una plancia dal gusto più raffinato e quadri comandi più visibili e più eleganti.

Due motori: rientra il benzina
Valido ma superato, il “vecchio” 3.2 litri a gasolio è stato sottoposto a revisione per adeguarlo alle norme Euro 4. Il 4 cilindri bialbero a camme in testa a 16 valvole con turbo e intercooler è stato attrezzato con l’architettura common-rail con sistema di iniezione diretta (più o meno come per il nuovo L 200) ed eroga 160 cavalli di potenza.
Il risultato del lavoro degli ingegneri ha portato anche ad un aumento della velocità (da 170 a 177 all’ora), ad un contenimento delle emissioni (da 251 a 246 g/km di CO2) e ad una sorprendente riduzione dei consumi: da 10,5 a 9.3 litri per 100 chilometri a ciclo misto.
Nella versione con il cambio automatico, nuovo Pajero guadagna anche 10 cavalli (170) di potenza e 8 Nm di coppia necessari per bilanciare la perdita di “aggressività” legata alla dotazione del filtro antiparticolato a flusso chiuso di serie.
Il propulsore benzina è il tradizionale V6: solo che anziché nella versione da 3.5 litri GDI da 202 cavalli, la casa giapponese è passata al 3.8 Mivec di ultima generazione mutuato dalla Eclipse nordamericana.
La potenza è stata portata a 250 cavalli con una coppia di 329 Nm (11 in più), la velocità massima è salita a 200 orari (prima erano 185) con consumi ed emissioni “limate”: i primi sono passati da 14,2 a 13,5 litri per 100 chilometri nel misto, le seconde da 339 a 324 g/km.

Il Pajero 3.8 litri V6 è disponibile solo con cambio automatico a 5 rapporti mentre il 3.2 Di-D può essere abbinato anche ad una trasmissione manuale a 5 marce.

Trazione integrale
Mitsubishi cala gli “assi” e mette nelle mani del conducente di nuovo Pajero – sul quale è disponibile anche il blocco del differenziale posteriore in opzione - un poker di modalità per la guida a seconda della situazione atmosferica e delle condizioni del fondo.
Una leva consente la modifica del tipo di trazione: quella posteriore (2H) adatta per la città e con il bel tempo, quella integrale permanente (4H ) consigliata per strade difficili e fondi ghiacciati, innevati o sporchi, quella con il blocco del differenziale centrale (4HLc) che si rende necessaria per avere la massima presa su neve soffice, sabbia, sporco o in altre condizioni di elevata resistenza e quella con le marce ridotte con il blocco del differenziale centrale (4LLc) indispensabile in situazioni estreme come terreni rocciosi o paludosi sui quali serve una trazione supplementare.
La capacità di traino è 2.800 kg per il 3 porte e 3.300 kg per il 5 porte.

Al volante
Piove e c’è foschia su Les Comes, dove Mitsubishi organizza il test drive del nuovo Pajero. I due percorsi sono ancora più insidiosi ed esaltano al massimo le straordinarie doti di stabilità, equilibro e stabilità della quarta generazione di Pajero.
Il volante non vibra e se non fosse per dossi e buche sembrerebbe di essere alla guida di una qualsiasi monovolume. La visibilità anteriore è eccellente, frutto della scelta strategica di mantenere il muso molto corto ed anche di una seduta particolarmente eretta. Notevole anche l’angolo d’attacco: 36° 6 (36° 7 per il 3 porte).
La risposta del motore agli scatti improvvisi ed alle partenze da fermo è importante: nemmeno in situazioni di equilibrio precario (che non difettano ai tracciati del test drive), Pajero sembra in difficoltà.
Anche con l’ASTC (Active Stability Traction Control) disattivato, Pajero trasmette sensazioni rassicuranti e si dimostra in grado di superare ostacoli di un certo… spessore: fino 70 cm di profondità di guado. Nemmeno inclinazioni da brivido e terreni sdrucciolevoli mettono in difficoltà Pajero che, grazie anche alle eccezionali prestazioni della trazione integrale ed all’assistenza del freno motore che entra in funzione in condizione estreme se le ruote cominciano a slittare. Lo sterzo è molto morbido e, almeno all’inizio, è necessario prendergli le misure.
Nel complesso desta un’impressione superba: un panzer robusto e pacifico che non si lascia spaventare da alcun ostacolo. Si capisce perché Mitsubishi voglia il Pajero migliore ma non diverso: arriva là dove pochi altri riescono ad arrivare. Altro che suv…

Venerdì Novembre 24

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