Ogni costruttore automobilistico ha la sua ricetta per arrivare all'obiettivo dell'auto "ecologica ideale", ma la prima richiesta che si fanno gli automobilisti resta quella di capirci qualcosa... Troppe tecnologie, diverse e molto poche le spiegazioni da parte delle case automobilistiche. Insomma, cosa guideremo, e quando?
A conti fatti, l'alternativa verde più vicina è quella di Toyota e della sua Prius, l'auto che dal 1997 ha praticamente inaugurato il filone delle ibride e in 12 anni ha venduto 1,4 milioni di pezzi.
I due motori, il benzina e l'elettrico, sono disposti in parallelo, cioè entrambi sono collegati alle ruote motrici e lavorano in tandem, con percentuali variabili in base alla richiesta di spinta o alla esigenza di consumi minimi. Meccanicamente, il tutto è di una complessità mostruosa: vi basta sapere che i due motori sono agganciati tra loro da un meccanismo di ingranaggi "epicicloidali" che funziona anche da cambio automatico a velocità variabile CVT.
Toyota, l'ibrido lo fa così, e con "non oltre 2 chilometri di autonomia" sfruttando esclusivamente il motore elettrico, anche se a Francoforte abbiamo potuto vedere la Prius Plug In Concept che ne percorrerà una sessantina grazie a batterie agli ioni di litio ad alta capacità, e la possibilità di ricaricarle anche dalla presa di corrente del nostro box di casa. Ma è anche vero che Toyota di concorrenza vera già non ne ha: Honda Insight è una ibrida parallela "leggera", e il motore elettrico fornisce solo un aiuto in tratti brevi, migliorando l'accelerazione di quello a benzina.
La rivale seria arriverà dal 2011, e si chiama Opel Ampera, una ibrida "seriale", perché il movimento alle ruote arriva esclusivamente da un motore elettrico, con una autonomia di 60 km è garantita da batterie al litio, ma finita la carica, l'auto continua a viaggiare per oltre 500 km grazie ad un motore a benzina 1.400 di cilindrata che funziona da generatore di corrente.
Peccato che le batterie al litio incidono per oltre 8.000 euro sul prezzo di un listino ancora da venire: nel 2010 la vettura verrà prodotta solo in un numero limitato di esemplari destinati alle flotte aziendali.
"Costo delle batterie" e "Autonomia" sono poi le stesse voci che dovrà tener ben presenti l'auto elettrica, l'unica a garantire emissioni inquinanti realmente nulle, anche se rinunciare ad un motore tradizionale come generatore di corrente a bordo significa poi doversi affidare esclusivamente a batterie ad altissima capacità che assicurino una percorrenza non inferiore ai 120 km tra una ricarica e l'altra. L'auto elettrica è semplice e possibile, ma le case verranno finalmente a patti con i produttori di batterie? Sono tutti asiatici, e i loro grandi affari li fanno già con le batterie dei telefonini e dei notebook. L'auto che per noi è indispensabile, praticamente per loro è un extra..
Mercoledì Settembre 23
Riesci a rispondere a queste domande?