Con il mondo dell'auto in affanno alla ricerca di una soluzione ecologica che abbatta l'inquinamento e contenga il traffico, le due ruote si godono un momento di gloria e di novità, tutte dedicate alla sicurezza.
L'airbag per motociclisti, innanzitutto , che sta per diventare una realtà. Computerizzato, tecnologico e soprattutto una idea tutta italiana, che viene dalla Dainese. Ovviamente la base di partenza per una buona protezione continua ad essere l'aria: non solo in caso di caduta, ma anche di impatto contro altri ostacoli o veicoli. Tutto quello che serve sta in quello che sembra un comunissimo gilet indossabile sopra la giacca,o semplicemente su una camicia. All'interno sono installati tre sacchetti protettivi che si gonfiano in trenta millesimi di secondo, proteggendo dall'impatto il collo, il torace e la spina dorsale. Una vera gabbia d'aria, le cui difficoltà più evidenti in fase di collaudo sono state legate alla necessità di dialogare con la moto, e mettersi in azione solo in caso di effettivo pericolo. Non bastava un collegamento a filo: l'airbag per le due ruote è comandato da accelerometri e giroscopi che riconoscono il movimento e la posizione di chi lo indossa. Dalla prossima primavera inizieranno i test per le versioni "stradali", ma per trovarlo nei negozi di accessori dovremo attendere il 2011.
Tempi (forse) più brevi invece per l'istallazione dei nuovi guard rail "salva motociclisti", cioè che finalmente tengono conto anche degli effetti di un impatto di un veicolo diverso dall'auto. Una vera conquista civile: con gli attuali guard rail, un motociclista ha una probabilità di morire 30 volte superiore rispetto a quella di un automobilista.
I nuovi guard rail sono stati progettati e testati dal Centro Sperimentale di Ricerca dell'Anas e hanno aerodinamica e superfici di impatto molto più avvolgenti, oltre ad una struttura in acciaio che rende il tutto più costoso. Ma per una volta almeno, la cosa sembra comunque superabile.
Martedì Settembre 22
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