C'è chi dice "Yes We Can", e chi invece crede seriamente che lo sbarco sulla luna sia stato un set cinematografico nel deserto dell'Arizona, dove comunque le impronte degli stivali sulla polvere sembrano pericolosamente le stesse.. Quindi ci sono due americhe, una possibilista, e la seconda automobilista.. realista e affarista. Il che, detto di chi ha i bilanci in rosso, non è una offesa ma casomai fa molta depressione.
General Motors ha accumulato per vie traverse un deficit 2007 di 38 miliardi di dollari, che da noi vale una Legge Finanziaria e circa 3 crisi di Governo. Comunque prosegue, grazie alla filiale europea Opel e ai maxi successi di Chevrolet nel resto del mondo. General Motors, del resto, gestisce ben 13 marchi automobilistici in 5 continenti, e non è ormai più americana di un qualsiasi italiano medio con qualche parente e qualche mito in Usa. Quello General Motors si chiama Corvette, una idea che è una formula di auto sportive immutabile nel tempo: motori dalla cilindrata "Maxi" su vetture leggere, risparmiando sulle finiture "lusso" a cui le europee non s'azzardavano a rinunciare, e quindi ricavando un ottimo rapporto qualità prezzo. Tutto questo almeno finchè il gap tecnologico con le vecchio-continentali non ha preso le dimensioni di una voragine. Paragonare la Super Corvette Zr-1 con Audi R8, Porsche 911 Gt2, Lamborghini Gallardo Superleggera o Ferrari F430 è eccessivo nei fatti. Con un motore 8 cilindri a V di 6,2 litri da 620 CV, abbinato per la prima volta ad un compressore volumetrico, Corvette ZR-1 è al massimo l'auto più potente mai prodotta dal gruppo General Motors. Che sia più guidabile e performante o almeno più avvincente di una "quasi comunissima" BMW M3, è tutto da dimostrare. In Italia ne arriveranno 30 ad un prezzo ancora indicativo di 100.000 euro, ma che non risolve il dilemma:che futuro ha Corvette? Le nuove norme anti-inquinamento Usa rendono di fatto impossibile esagerare ancora, con un motore V8 da 7,0 litri di cilindrata progettato di fresco e già finito in soffitta. Adesso i tecnici di Detroit lavorano "di rincorsa" ad un più piccolo 4,7 litri, magari prevedendo uno spostamento del propulsore dalla "storica" zona anteriore ad una centrale o posteriore, recuperando un migliore bilanciamento dei pesi e una maneggevolezza in grado di compensare l'inevitabile diminuzione di potenza derivante dal taglio della cilindrata. "Yes We Can", ma "Forse".
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