Daihatsu Terios – Test Drive

Vaprio d’Adda – La cornice di questa presentazione è sontuosa, Villa Castelbarco, una costruzione risalente all’anno 1100 circa, nata come convento in un’aera verde splendidamente curata adiacente al fiume Adda e al Naviglio della Martesana. Ciò ci fa subito capire che la Daihatsu cova ambizioni di un certo calibro, peraltro confermate dai dirigenti presenti alla conferenza stampa: l’accordo con Toyota sembra infatti aver dato nuova linfa vitale a questo costruttore dai valori sicuramente in ascesa. La casa nipponica, infatti, presenterà quest’anno ben 4 modelli nuovi, tra i quali i due che noi di Infomotori.com abbiamo avuto modo di testare in questa occasione -ovvero Terios e Copen- e i nuovi Trevis e Sirion 4WD. Entro il 2010 l’evoluzione dovrebbe completarsi (per il momento) giungendo dai tre modelli iniziali agli undici previsti, con un volume di vendite che dovrebbe aggirarsi attorno alle 20.000 unità contro le 6.483 vendute nel 2005. L’Italia in questo quadro di crescita si presenta come un mercato centrale in Europa, in quanto la vendita dei modelli Daihatsu è in aumento, crediamo per il fatto che offrono dimensioni compatte (la casa nipponica si concentra infatti sui segmenti A, B e 4x4 compatti) e grande competitività nei prezzi.

Nuova generazione
La nuova generazione di Terios è nuova di nome e di fatto, in quanto presenta un’estetica totalmente rinnovata, che sembra incontrare di più i gusti europei, e una piattaforma radicalmente rivista. Quanto all’estetica fin dal primo sguardo si rimane piacevolmente colpiti dal nuovo Terios, soprattutto chi possiede (o ricorda) il vecchio modello, un radicale cambiamento che ben si propone in un segmento, quello dei 4x4 (talora passati per SUV, per essere più alla moda…), che appare oggi più che mai affollato. Il frontale combina bene una sensazione di robustezza con un aspetto dinamico e sportivo, grazie all’altezza da terra, alle linee morbide, al fascione basso con fendinebbia integrati, ai gruppi ottici con disegno tridimensionale che seguono l’andamento tanto del cofano motore quanto della vista laterale. La linea laterale è slanciata, convergente nel frontale, con passaruota bombati (con colorazione differente) collegati dal fascione basso, una linea di cintura piuttosto alta, mancorrenti sul tetto e un disegno geometrico dei gruppi ottici posteriori che s’insinuano nella vista laterali.

Il posteriore è ben proporzionato, reso dinamico dal taglio del lunotto, mentre l’ampio paraurti bombato lo abbraccia conferendo all’insieme solidità e radicamento al suolo. Gli interni sono essenziali, non particolarmente ricercati, elemento caratteristico dei veicoli sportivi, ricordandoci i che la nuova Terios vorrebbe essere uno Sport Utility Vehicle. Il quadro comandi ad elementi circolari denota l’attenzione di Daihatsu per il trend estetico che ultimamente sta appassionando la clientela, con una strumentazione funzionale e una consolle centrale che esteticamente si fa apprezzare, come altri particolari dell’abitacolo, per le rifiniture color metallo satinato. La seduta è buona, segno di un’attenzione particolare a tutta l’ergonomia del veicolo, mentre non mancano i vani portaoggetti per completare un’abitabilità funzionale e studiata. La modularità interna è buona, anche se forse qualche sforzo in più dei tecnici nipponici avrebbe portato a soluzioni sempre più in voga come il pianale piatto (una volta abbattuti i sedili) o il volante multifunzione, tanto apprezzato da tutti gli automobilisti. La capienza del bagagliaio è migliorata (come del resto tutto il corpo macchina) rispetto al precedente modello, garantendo ora 380 litri di carico, grazie alle aumentate dimensioni – 4055 mm di lunghezza, 1695 mm di larghezza e 1740 mm di altezza.
Motore, azione e…prova! Le motorizzazioni montate sul nuovo Terios ricordano le scelte aziendali della casa nipponica, rimanendo su cilindrate ridotte per veicoli compatti con prestazioni brillanti e consumi ridotti: un 1.3 litri da circa 86 cavalli a 6.000 giri e coppia da 120 Nm a 3.200 giri, e un 1.5 litri da circa 105 cavalli a 6.000 giri e coppia motrice a 140 Nm a 4.400 giri. Ambedue sono progettati e realizzati interamente in lega leggera, con 4 valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa (DOHC), valvole a fasatura variabile (DVVT), alimentazione EFI a iniezione elettronica multipoint: nell’insieme un’ottima tecnologia di cui Toyota (proprietario per il 51% di Daihatsu) intende far uso anche per i suoi modelli. Abbiamo avuto modo di testare entrambi i motori (peraltro sia con cambio manuale che con l’automatico) e dobbiamo subito premettere una cosa: il nuovo Terios è un vero 4x4, quindi adatto a qualsiasi sport (tranne l’equitazione, dicono sorridenti i manager Daihatsu).

Infatti ci è stata data l’opportunità di provare il mezzo sia sulle strade cittadine attorno a Vaprio d’Adda, che su un percorso fuoristrada vero, naturalmente non estremo ma di certo non percorribile con un “finto” SUV.
Partiamo dal primo propulsore, meno velleitario, il puntuale 1.300cc (per la precisione 1.298cc) che sa sfruttare appieno i suoi pochi cavalli (86 come si diceva), testato nel traffico cittadino tra lunghe statali e sinuose stradine di centri urbani. Innanzitutto l’abitabilità è buona, il posto guida è sufficientemente regolabile e garantisce un approccio immediato e semplice al mezzo; i materiali usati non sono ricercati, bensì essenziali e le plastiche al tatto sono sufficientemente gradevoli, così come gli assemblaggi appaiono discreti.
Il comportamento del corpo macchina è equilibrato, il rollio è contenuto, così come il beccheggio alle ripartenze -davvero fastidioso in certi modelli-, per un comfort di guida buono, specie per la rumorosità contenuta (facilitata anche dal fatto che sotto il cofano non ulula un motore diesel, lacuna che per ora non verrà colmata) e l’evidente elasticità di marcia. Il raggio dello sterzo è di sicuro un punto di forza di questo veicolo, in grado di offrire manovre precise e impossibili ad altri modelli. Le sospensioni - uno schema anteriore indipendente di tipo McPherson, con molle e ammortizzatori, mentre al retrotreno un ponte semi indipendente, con bracci tirati, molle e ammortizzatori – sono morbide e ben tarate, in grado naturalmente di assorbire bene le imperfezioni dell’asfalto.

Il cambio manuale a 5 rapporti è puntuale, gli innesti sono semplici e ben calibrati e non richiedono fastidiosi tentativi a vuoto. ABS ed EBD (di serie in tutti gli allestimenti) garantiscono una frenata bilanciata, priva di scompensi anche quando la manovra si fa brusca. Le prestazioni dichiarate ci sembrano veritiere: 145 km/h di velocità massima e un consumo medio di 7,9 litri ogni 100 km (rispettano la normativa Euro 4).

Il 1.500cc (per la precisione 1.495cc) - invece, anch’esso 16 valvole e con una potenza massima di circa 105 CV -, lo abbiamo provato con cambio automatico a 4 rapporti sul percorso fuoristrada di cui vi parlavamo più sopra. Ebbene è qui che il nuovo Terios si è dimostrato sorprendente. I 4x4 -compatti o meno- spesso nascondono animi da agnellini che poco si adattano a tracciati infangati ed impervi, ma questo non è il caso di Terios, con il quale abbiamo avuto modo di divertirci un po’ in un bosco retrostante la Villa Castelbarco, tra fango, fogliame, buche, rami sporgenti e sentieri dissestati.
E’ evidente che Daihatsu in questo “terreno” - passateci il facile gioco di parole – aveva ben poco da nascondere, ed ecco quindi che la vettura mostra i denti, mettendo al lavoro una trazione 4WD permanente con bloccaggio centrale in grado di affrontare ostacoli piuttosto ardui. Il comportamento del corpo macchina accompagna bene le manovre più difficili, e nei punti critici l’ampio raggio di sterzata offre la possibilità di movimenti calibrati. Quando la velocità aumenta su questo terreno la silenziosità diventa secondaria, comunque scricchiolii e cigolii non oltrepassano un livello tollerabile.

Il cambio offre una cambiata fluida, una progressione che accompagna le manovre senza strattoni o evidenti staccate. Nell’insieme senza dubbio ci si diverte e sempre con la sensazione di avere il veicolo sotto il pieno controllo. Le prestazioni non cambiano di molto rispetto alla motorizzazione precedente, anche se la potenza in più si nota durante la guida fuoristrada: 150 km/h la velocità massima e 7,9 l/km il consumo medio (che diventa 8,4 con il cambio automatico).

Il prezzo
Daihatsu nuovo Terios viene offerto a 18.480 euro per la versione base 1.3 CX, che diventano 20.500 per l’allestimento più completo 1.3 SX, mentre per il 1.5 CX bastano 19.500 euro, che diventano 21.900 euro per il 1.5 SX (tanto con cambio manuale quanto con cambio automatico).

Venerdì Aprile 21

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