
Porsche Carrera 4S e Cayman S Test Drive
Livigno -Loccasione era veramente ghiotta: poter testare sulla neve, meglio dire ghiaccio, le nuove Porsche Carrera 4S e Cayman S.
Infomotori.comnon poteva certo farsela scappare ed ha inviato a Livigno il suo collaboratore tecnico più sensibile e vicino alle sportive di Stoccarda: Luigi Vianello.
Due parole con Luca Riccitelli responsabile della scuola di guida sicura Porsche, nonché prima guida delle Porsche ufficiali nel prossimo campionato FIA GT, per avere le dritte più importanti su come affrontare il ghiacciodromo di Livigno e via per una serie di giri di pista. La superficie è ghiacciata con sopra una polverina di neve fredda, siamo a meno 12, tanto per avere un po di grip. Le vetture sono gommate con coperture termiche senza chiodi, in grado di dare una buona tenuta longitudinale, in accelerazione e frenata, ma la tenuta laterale risulta essere piuttosto precaria. Primi giri con la nuova Porsche Carrera 4S, una vettura a trazione posteriore con lintervento dellanteriore fino ad un massimo del 40% nel momento in cui il posteriore perde di aderenza (con questo fondo praticamente sempre). La pista è costituita da una serie di S su un breve dosso, si allunga in un curvone a sinistra che chiude in un tornantino molto infido, per proseguire con un altro piccolo allungo ed una chicane con il ghiaccio puro in uscita, molto ma molto scivoloso. Si ritorna al punto di partenza con una S in discesa sul dosso e si chiude con un bel tornantone finale. La Carrera dimostra subito una ottima motricità, spinge e frena con forza, ma al tornantino dimostra che la tenuta laterale è decisamente precaria. A questo punto allora è necessario, per poter sfruttare al meglio le doti di trazione della vettura e, bisogna dare atto, anche delle coperture termiche Continental decisamente allaltezza della vettura, utilizzare tutte quelle malizie che i piloti da rally nordici ci hanno insegnato negli anni della loro invasione.
Una vettura in questa situazione di aderenza precaria non può essere guidata come su strada asciutta, a meno che non si vada veramente a passo duomo. Lo sterzo non è sufficiente per far curvare la vettura, quindi è necessario provocare delle sbandate controllate del posteriore per consentire al muso di inserirsi in curva e di controllare la spinta del motore con adeguate controreazioni del volante. Ma andiamo per gradi. Allinserimento in curva normalmente, con questo tipo di fondo, la vettura è sottosterzante, cioè non devia la propria traiettoria per langolo di sterzata impostato dal volante: tende ad andare con il muso diritto verso lesterno della curva. Questo ovviamente dipende molto dalla velocità con cui si affronta la curva, ma su ghiaccio quasi tutte le velocità risultano essere eccessive! Per questo è necessario spostare il posteriore della vettura verso lesterno per poter avere come controreazione lanteriore che va verso linterno, cioè lagognato inserimento in curva. Per provocare questa sbandata del posteriore (sovrasterzo) vi sono parecchie tecniche. La più semplice (e chi non lha fatta nel piazzale di qualche centro commerciale quando nevica?) è quella di bloccare le ruote posteriori tirando il freno a mano (con il bottone di blocco ben premuto!). Ma i piloti (e soprattutto i tamburi su cui si agisce!) non la amano molto, perché, comunque, si tratta di un freno, cioè di un rallentamento della vettura. La seconda tecnica molto usata è il cosiddetto blocco di ponte. Si basa sulla stessa logica, cioè quella di far perdere laderenza alle ruote posteriori bloccandole. Solamente che in questo caso il bloccaggio viene fatto staccando di colpo il piede dalla frizione scalando (ovviamente non si può fare con le vetture con cambio automatico). Il freno motore con una marcia inferiore è così elevato rispetto alladerenza del fondo che le ruote si bloccano e la vettura sbanda. A questo punto, normalmente si prosegue con la sbandata percorrendo tutta la curva in accelerata, molto controllata, dosando il gas in modo millimetrico, e controreagendo con lo sterzo. Sterzo e acceleratore sono gli ingredienti essenziali nella guida su fondo viscido. Il loro esatto dosaggio consente alla vettura di essere sempre in un equilibrio, molto instabile, determinato da un susseguirsi continuo di spostamenti di peso per aumentare o diminuire il grip con il terreno.
Laderenza di un pneumatico dipende dalle caratteristiche del fondo stradale, ma anche dal peso che grava sul pneumatico in quel momento. Questo significa che se si frena il peso si sposta in avanti, le ruote anteriori aumentano il grip e quelle posteriori lo riducono, se si accelera il contrario. Unaltra tecnica di guida per inserire una vettura in curva è il cosiddetto pendolo. Si tratta di provocare uno o più sbandamenti della vettura prima della curva in modo che linerzia acquisita dal posteriore nel passare da uno sbandamento allaltro possa essere sufficiente per spingere il posteriore a percorrere tutta la curva in un moto curvilineo. Ovviamente a questo punto lanteriore deve essere di conseguenza gestito per poter arrivare alla fine della curva con le ruote diritte posizionate verso il successivo rettilineo. In pratica la vettura si sposta di lato con il posteriore che tende a sopravanzare lanteriore. Di solito, una volta innescato lo sbandamento del posteriore, lo si mantiene dosando il gas quel tanto che serve per poterlo mantenere in sbandata laterale e per dare quel minimo di motricità che serve per percorrere la curva in derapata, detta anche spazzolata.
Ritornando quindi alla nostra prova in pista va detto che la Carrera 4S consente la tecnica del pendolo in modo veramente entusiasmante. Arrivando al tornantino si innesca frenando in modo significativo, ma mai eccessivo, in modo da spostare il peso verso lanteriore. In questo modo si scaricano le ruote posteriori ed è a quel punto che si sterza verso lesterno della curva, dalla parte opposta alla curva che sopraggiunge. Quando il posteriore comincia a sbandare verso linterno della curva, si da un altro colpetto di freno e si sterza velocemente verso linterno della curva, dallaltra parte. In questo modo il posteriore si proietta verso lesterno della curva, con una inerzia raddoppiata, dato che si muove con la velocità al quadrato (inerzia = massa x velocità2). Lo schiaffo che ne deriva è sufficiente per far ruotare la vettura, anche troppo! Nel senso che si interviene con lo sterzo per controbilanciare la rotazione del posteriore (controsterzo) e con il gas per continuare a far perdere di aderenza il posteriore, che se si piantasse provocherebbe un testacoda immediato. A questo punto è necessario che una volta passata la mezzeria della curva, le ruote ritornino in direzione rettilinea per poter fermare la rotazione della vettura ed anche perché, a ruote diritte, si ha la massima resa in accelerazione per riprendere il giro di pista.
Prima di salire sulla nuova Cayman S eravamo un po scettici sulla qualità di trazione di una due ruote motrici posteriori pura come questa. Motore centrale, masse contenute, potenza elevata e regime di rotazione elevato non sono proprio i presupposti ideali per guidare sul ghiaccio! Invece va detto che la nuova piccola Porsche si comporta molto bene! Certo la sensibilità va ulteriormente aumentata perché il testacoda è sempre in agguato, ma la vettura reagisce molto bene ad ogni sollecitazione di sterzo e, soprattutto, di acceleratore. La tecnica più adatta per linserimento in curva è quella del blocco di ponte, si bloccano le ruote, si sbanda col posteriore e si mantiene la sbandata con il gas. Non in modo continuo, ma telefonando, cioè dando e togliendo gas in modo da spostare pesi e aderenza tra lanteriore ed il posteriore in modo alterno.
In definitiva si può dire che anche vetture così prestanti possono essere gestite al meglio su superfici così difficili a patto di avere acquisito certe tecniche (comunque valide anche su superfici meno estreme) e di avere le coperture giuste!
Giudizi quindi decisamente dal nostro Gigi Vianello che ci ha già promesso un nuovo test drive on ice con unaltra sportiva decisamente aggressiva e dotata però di una super trazione integrale
restate sintonizzati su Infomotori.com e ne vedrete delle belle!
N.B. : Le foto della Cayman S sono di Alvise Seno
Luigi Vianello, 20-02-2006
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