Non possiamo nasconderlo. La Mini ci piace, ci è sempre piaciuta, fin dalla prima volta che l'abbiamo toccata con mano durante la presentazione stampa. Che si parli della versione berlina, della cabrio o delle varie personalizzazioni ad opera di carrozzieri e tuner, la gloriosa compatta inglese rinata sotto l'egida BMW si può certo considerare la prima, e meglio riuscita, del filone new retro, riscoperto dagli altri costruttori solo di fronte ad un successo travolgente.
Da brava Mini, anche la nuova by BMW fa delle edizioni speciali il suo punto di forza: prima le preparazioni sportive firmate dal mago John Cooper, ed ora tre allestimenti di carattere più artistico e raffinatamente British.
Abbiamo provato la Cooper da 115 cavalli Park Lane, personalizzata dagli specchietti argentati, dalla curiosa verniciatura del tetto e dai cerchi in lega Bridge Spoke di 16 pollici.
Sempre lei
Se escludiamo le nuove tinte ed abbinamenti, si tratta della conosciuta ed apprezzata Mini. Compatta, sportiva, elegante e modaiola, la piccola inglese si atteggia in mezzo al traffico con spavalderia, sicura del suo status di grande fra le piccole.
Gli interni beneficiano di nuove tinte che si rifanno alla carrozzeria, mentre la disposizione degli strumenti rimane invariata. Tachimetro al centro, levette anni '60 sulla consolle centrale e buona qualità complessiva, ad eccezione di qualche vite in vista o di qualche plastica ballerina.
Ma lei è la Mini, e chiudiamo un occhio...
Aplombe
Nonostante l'aggressività della sagoma bassa e larga, la Mini in versione Cooper da 115 cavalli non risulta troppo nervosa od esasperata nelle prestazioni. L'assetto è bello rigido, mentre il quattro cilindri di 1.6 litri spinge senza incertezze già dai 2.000 giri. Il bello viene però dai 5.000 in su, quando il rombo diventa ringhio e la lancetta comincia a salire come si deve. Ottimo il cambio, solo leggermente indeciso nella retro, e la frizione, mentre i freni non mancano di mordente ma vanno sollecitati senza timore in caso di pressante necessità.
Su strada
Si sguscia velocemente nel traffico, con le mani ben salde sul piccolo volante a tre razze. Le sconnessioni agitano per bene il tè appena bevuto, ma si tratta di uno scotto da pagare in cambio dell'ormai noto comportamento da go-cart di Mini Cooper.
Ma è quando la strada comincia a salire ed attorcigliarsi che la Mini si sbottona, per niente in affanno davanti a rapide curve in successione. Il motore va tenuto allegro, impressa possibile grazie all'ottima manovrabilità del cambio sovrastato da un pomello decisamente generoso.
Il comportamento in curva di Mini Cooper Park Lane è deciso: non si deve ricercare la perfezione della traiettoria, ma trascinare la piccola sportiva inglese dentro le curve lavorando di sterzo e gas. Lei, in cambio di un po' di concentrazione nella guida, vi ripagherà offrendo inserimenti fulminei e cambi di direzione millesimali.
Piccolo consiglio: non fatevi prendere troppo la mano da questo giocattolino, perchè una sosta dal benzinaio potrebbe raffreddare i vostri bollenti spiriti... Mini Cooper è una sportiva anche nei consumi, che scendono drasticamente quando si preme sul gas senza troppo ritegno. 10 o meno chilometri con un litro non sono poi così difficili da raggiungere, mentre se vi date una calmata e guidate come si deve non sarà difficile percorrere anche fino a 13-14 chilometri con un litro di prezioso carburante.
Quanto costa?
Bella, esclusiva, originale e ben fatta, ma non certo a prezzo di saldo. L'allestimento Park Lane fa lievitare il listino non proprio leggero della Mini, che parte dai 20.260 della One da 90 cavalli ai 30.770 della Cooper S JCW da 210 cavalli. La nostra, la Cooper Park Lane da 115 cavalli, costa invece 21.890 euro.
Giovedì Agosto 17
Fatti guidare al meglio