Mitsubishi Colt CZC coupè-cabriolet

Possibile che anche la giapponesissima Mitsubishi Colt abbia qualcosa di italiano nel suo DNA?
Sì, è possibile, dato che la nuova sportiva Colt CZC coupè-cabriolet è stata sviluppata in collaborazione con il famoso designer Italiano Pininfarina.
Nello specifico, la collaborazione tra lo stabilimento NedCar di Mitsubishi Motors a Born (Olanda) e quello di Pininfarina si svolgerà secondo le seguenti fasi produttive: il primo metterà a disposizione del secondo la piattaforma ed i componenti nudi della scocca, mentre Pininfarina fornirà i rinforzi strutturali specifici per la conversione a coupè-cabriolet, l’assemblaggio e la verniciatura della carrozzeria, i tessuti ed il finale assemblaggio con parti uniche e componenti meccaniche fornite dalla NedCar.

Il mercato esige il cabrio
Al 76° Motor Show di Ginevra verrà dunque presentata la terza versione della Colt specificatamente elaborata per il mercato europeo, un compatto cabriolet che nelle intenzioni dei tecnici di Mitsubishi dovrebbe attirare una clientela piuttosto giovane.
Ben interpretando le tendenze del mercato del vecchio continente, la Casa giapponese ha pensato di sviluppare la versione convertibile di questo modello sulla piattaforma della Colt 5 porte anziché su quella più corta della Colt 3 porte, innanzitutto al fine di garantire un maggior comfort a bordo e poi di adottare un tetto rigido ripiegabile, sempre più presente in vetture di questo segmento (come Peugeot 206 CC insegna).
La configurazione a 2+2 posti è consentita dunque grazie al generoso passo di questa city car, 2,50 metri che costituiscono un’ottima base di lavoro.

Design dinamico
Per quanto concerne la livrea, il “volto” è quello inconfondibile della Colt che ormai da un paio di anni solca le nostre strade, completato dall’ampio parabrezza fortemente inclinato. La fiancata appare decisamente equilibrata, evidenziando da una parte i bei cerchi in lega da 18 pollici, dall’altra gli sbalzi relativamente ridotti. La coda, infine, è piuttosto alta, com’è inevitabile per una coupè-cabriolet, ma non dà l’impressione di essere troppo massiccia, nonostante ospiti il tetto ripiegabile. Sportività e compattezza, un design che evochi agilità e dinamismo sono dunque gli elementi che hanno ispirato i designers giapponesi ed italiani.

Cuore piccolo ma generoso
L’assetto sportivo suggerisce prestazioni brillanti, sicuramente alla portata della vettura grazie al suo propulsore di piccola cilindrata ma decisamente generoso. Si tratta infatti del 1.5 litri MIVEC turbocompresso da ben 150 CV (in comune con la Colt CZT), che spinge la piccola convertibile a 202 km/h di velocità massima, con un’accelerazione 0-100 km/h in 8.4”.
La scocca naturalmente è stata rinforzata per compensare l'assenza del tetto nella sua struttura, per un assetto leggermente più rigido e quindi più consono ad una vettura sportiva.
E’ prevista anche una versione a benzina con motore 1.5 da 109 CV.

Tradizione di famiglia
In Mitsubishi tengono a sottolineare che la Colt coupè-cabriolet si ricollega, almeno idealmente, alla Colt 600 Convertibile del 1962, una “scoperta” compatta anch’essa caratterizzata da una buona dose di simpatia e stile. Come dire che il vizio delle piccole cabriolet in Mitsubishi ce l’hanno da tempi lontani e non vogliono proprio perderlo, per la gioia di tutti gli appassionati.
La piccola cabrio nipponica inizierà ad essere prodotta il 7 marzo 2006 negli Stabilimenti Pininfarina di Bairo, nei pressi di Torino, e debutterà sul mercato europeo nel corso del secondo quadrimestre del 2006.

Mercoledì Febbraio 15

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