Motore,stupore e sapore di rivincita. Dopo aver chiuso la sfortunata parentesi di collaborazione con Mclaren, con cui è stata realizzata la goffa e discutibile SLR, Mercedes riprende a costruire auto stradali ad alte prestazioni rigorosamente in proprio, richiamando in servizio la divisione sportiva AMG e dandogli in gestione il più ambizioso progetto passato per Stoccarda in questi anni: torna "Ali di Gabbiano", e dovrà essere all'altezza! Il risultato si chiama SLS AMG, capace di far innamorare ed emozionare al primo sguardo, o al primo ragionamento tecnico, fate voi...
Nonostante sia la scelta delle porte con apertura ad ali di gabbiano a conquistare tutta l'attenzione, in realtà il cambio di passo si avverte soprattutto sul piano meccanico, con telaio e carrozzeria realizzati completamente in alluminio, così come le sospensioni a doppi bracci, di taglio sportivo. L'estetica è una circostanza, con continue citazioni alla mitica 300 Sl "Ali di Gabbiano" e una fisionomia costruita intorno al lunghissimo cofano di quasi due metri, alla coda corta e sfuggente con alettone estraibile e alle prese d'aria sulle fiancate, anch'esse un omaggio al classico tra i classici della produzione Mercedes.
Il fascino indiscutibile della SLS AMG rischia di oscurare soprattutto le qualità sorprendenti del motore un V8 aspirato di 6,3 litri, in grado di sprigionare una potenza di 571 CV e 650 Nm di coppia massima, abbinato per altro ad una trasmissione a sette rapporti con doppia frizione in configurazione "transaxle", cioè posizionato direttamente sull'asse posteriore, contribuendo ancora di più ad una distribuzione dei peso praticamente perfetta.
Del resto, il tono della SLS non è certamente inferiore a quello della migliore produzione di granturismo mondiali, con una velocità massima di 317 orari e accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi, nonostante i 13,2 litri di benzina per 100 km di media che risultano perfino troppo concorrenziali.
Per vederla in strada dovremo aspettare la prossima primavera, e sborsare una cifra non inferiore a 170.000 euro. Ma dire che "ne vale la pena" non è assolutamente retorica.
Lunedì Settembre 14