Riuscite a pensare a qualcosa di più ecologico di un'automobile alimentata ad aria? Probabilmente è da questo pensiero che è partito Guy Nègre, inventore francese e fondatore del gruppo MDI (Moteur Developpment International), che promette di commercializzare entro pochi anni le prime "Air Car", le auto ad aria compressa.
Il progetto è concreto: sono già stati costruiti prototipi ed effettuate dimostrazioni, seppure su brevi distanze. Ci sono già anche i modelli: MiniCAT (Compressed Air Technology), tre posti ed autonomia limitata e CityCAT, sei posti e più autonomia per i viaggi fuori porta.
In queste auto, l'aria compressa viene immagazzinata in un serbatoio in fibra di carbonio, alla pressione di 300 bar (cioè 300 volte la pressione atmosferica); il motore ha una struttura non dissimile da quella dei motori a combustione interna, con la differenza che non avvengono esplosioni ma successive espansioni e compressioni. Non è necessaria la frizione. Il motore può essere anche montato in configurazione bi-fuel assieme a un motore a benzina, e l'auto garantisce comunque un funzionamento a emissioni zero fino a 60 kn/h in città.
Secondo la MDI, le auto basate sul CAT avranno un'autonomia di circa 200-300km; in caso di sosta al "distributore", il tempo di rifornimento sarebbe di pochi minuti e di costo irrisorio, circa 2 euro. In alternativa, l'auto potrà essere caricata collegandola a una presa di corrente, grazie a un piccolo compressore interno che riempie il serbatoio di aria compressa in circa 4 ore. La velocità massima dovrebbe attestarsi attorno ai 110 km/h.
Naturalmente, una simile auto sarebbe del tutto ecologica e a emissioni zero: l'unico impatto ambientale sarebbe da ascriversi al metodo di produzione dell'energia elettrica utilizzata in fase di rifornimento.
Il progetto MDI non è l'unico nel settore delle auto "ad aria"; l'indiana Tata ha annunciato di essere interessata alla tecnologia e prevede di avviare la produzione nel 2008. La compagnia australiana EngineAir propone invece un "ibrido pneumatico", cioè una vettura con motore ad aria e motore elettrico combinato. Nonostante tutto, però, rimangono varie perplessità da dirimere sull'effettiva plausibilità di queste vetture; i test finora effettuati non hanno convinto, e molti ingegneri hanno espresso dubbi in merito al sistema di funzionamento del motore, sul quale la MDI non ha mai rilevato tutti i dettagli tecnici appellandosi al segreto industriale. Inoltre la struttura produttiva e commerciale della MDI appare assai poco ortodossa per il settore automobilistico, con un sistema di franchising e cessione di licenze di produzione finalizzato alla raccolta di investimento, e ancora nessuna fabbrica centralizzata. Anche il prezzo annunciato per le vetture, di soli 6.860 euro per il modello base, appare fin troppo invitante. Insomma, se la bufala è nell'aria… prima o poi verrà allo scoperto.
Giovedì Giugno 14
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