BMW R 1200 GS ADV, una sigla che sta per Adventure, una delle diverse vocazioni di questo poliedrico bicilindrico. Non ha un costo popolare (15.150 euro la versione base) ma l'evoluzione – dagli albori del primo GS - con questa nuova ADV ha segnato un'altra tappa importante. Il primo bicilindrico nella storia del motociclismo enduro nasce proprio nella casa bavarese nel 1980: la R 80 G/S (che significa “Gelande Strasse”, cioè “strada sterrata) ha rivoluzionato non solo il fuoristrada ma lo stesso concetto di moto che fino ad allora aveva regnato incontrastato. 800 cm3, trasmissione a cardano e monoleva oscillante erano le caratteristiche principali di questa endurona.
Nella famiglia delle GS, è nata nel 2002 la “Adventure”, ancora più grande della versione standard, serbatoio e parabrezza maggiorati, protezioni del motore e della carena e un'aria da giramondo instancabile che ne determina il fascino.
Squadra che vince non si cambiaLa versione che abbiamo provato è la R 1200 GS Adventure model year 08: una moto che colpisce immediatamente per il suo equilibrio, la cura nella realizzazione, la comodità nella guida e le doti di elasticità del motore. A prima vista spaventa e non potrebbe essere diversamente trovandosi davanti una moto che ha un'altezza sella di 90 centimetri, un peso in ordine di marcia da 256 chilogrammi e 2,2 metri di lunghezza senza contare che con le valigie in alluminio rasenta ingombri da citycar.
Il motore è il bicilindrico boxer 4 valvole raffreddato ad aria/olio tanto caro agli appassionati e il MY 08 può garantire 105 cavalli (+ 5cv rispetto alla versione precedente) e una coppia di 115 Nm; inalterate le altre caratteristiche tecniche del mezzo che ha ruote da 19” (anteriore) e 17” (posteriore), sospensione Telelever davanti e forcellone oscillante al retrotreno e trasmissione cardanica.
Fra gli optional la scelta è ampia e il prezzo sale fino a 18,368 euro (valigie in alluminio escluse) se si montano Integral ABS, regolazione elettronica delle sospensioni (ESA), supporto per valigie, fari supplementari, controllo di trazione (ASC), controllo della pressione dei pneumatici (RDC), antifurto, manopole riscaldabili e computer di bordo (che indica temperatura esterna, consumo medio, consumo istantaneo, autonomia residua, trip parziale, livello dell'olio). Due le colorazioni, magnesium metallizzato opaco e magma red metallizzato.
Equilibrio e forza, il segreto del successoIl timore che incute – e non potrebbe essere diversamente – quando la si osserva sul cavalletto, svanisce già non appena si sono percorsi pochi metri. La prima impressione in sella alla ADV è quella di un perfetto equilibrio generale ed esprime un'agilità che fa dimenticare i preconcetti che vengono a moto spenta.
Su strada, il boxer spinge bene e in modo regolare dai 2mila giri fino al limitatore che, guidando allegri, non è raro far intervenire; la coppia è sempre d'aiuto anche se a bassi giri le vibrazioni si avvertono sensibilmente, come d'altra parte ci si può aspettare da un bicilindrico di grossa cubatura. Nel traffico si soffre un po' a causa dell'ingombro laterale e dell'altezza che non a tutti consente un saldo appoggio a terra ma, non appena si lascia il serpentone di automobili svoltando verso strade tutte curve, l'Adventure dimostra un carattere inaspettato: agile nei cambi di direzione, trascina fuori velocemente dalle curve senza esprimere la necessità di scalare una marcia. Nella guida un po' più veloce ci si può trovare a volte in difficoltà a causa della corsa lunga della leva del cambio, caratteristica, però, necessaria per permettere la guida in piedi tipica dell'enduro.
In autostrada tende un po' a soffrire di un alleggerimento dell'avantreno ma complessivamente soddisfa e infonde sicurezza. La protezione aerodinamica è efficace grazie alle dimensioni generose del parabrezza e del serbatoio da 33 litri che ripara in parte anche le gambe del pilota.
Nonostante il peso e la mole non siano tipici di un mezzo specialistico da enduro, qualche soddisfazione fra sterrati e fango ce la si può togliere: la moto si lascia condurre su terreni accidentati con relativa facilità e risponde adeguatamente alle richieste del pilota che la manovra come lei chiede, gambe strette sul serbatoio e presa morbida sul manubrio.
Un flusso di informazioniSulla R 1200 GS ADV sono tante le funzioni della moto che vengono controllate dall'elettronica. Nell'esemplare che abbiamo provato – praticamente full optional – frenata, trazione, pressione dei pneumatici e regolazione delle sospensioni si possono tenere sotto controllo tramite i comandi dalla tipica ergonomia bavarese e l'ausilio del display sulla strumentazione. L'ABS, in primis, garantisce una frenata sicura ma non ha un intervento invasivo in condizioni di asfalto asciutto; è, infatti, raro che intervenga, specialmente all'anteriore. L'ESA offre, invece, la possibilità di regolare le sospensioni con un tasto che varia precarico ed estensione adeguando il comportamento della moto in base al tipo di guida richiesta e alle condizioni di carico. E ancora, l'ASC – escludibile, così come l'ABS – che impedisce le perdite di aderenza in trazione e l'RDC che controlla la pressione di entrambi gli pneumatici.
Insomma...“La moto totale”, qualcuno dice; certo permette di affrontare situazioni molto diverse, dal fuoristrada (se non è troppo impegnativo) alla guida quotidiana, dalle curve di montagna fino ai lunghi viaggi in coppia (garantiti anche dalla capienza delle valigie, opzionali). Totale o no, è una moto che convince proprio per questa sua versatilità.