Toyota Prius - Long Test Drive. La berlina giapponese si differenzia fortemente dalle altre vetture, non puntando a colpire per la sua versatilità, design o cura per gli interni, ma per la sua eccezionale tecnologia che permette di accumulare una parte di quell’energia cinetica che la vettura genera muovendosi e che normalmente viene dispersa.
Gli interni rispecchiano l'originalità della linea esterna, a partire dal quadro strumenti, posizionato in alto, al centro del cruscotto. La tecnologia digitale tridimensionale utilizzata per la sua realizzazione è perfettamente leggibile e “logica” nelle indicazioni e l'unica annotazione che possiamo fare è la mancanza del contagiri. La posizione di guida è leggermente rialzata rispetto alla media ma non tiene propriamente conto dei piloti over 185 cm; e non parliamo tanto di spazio per le gambe, ma di posizione del volante che rimane sempre un po’ distante dal corpo: una regolazione anche in profondità, oltre che in altezza, avrebbe sicuramente reso la vita più facile. I sedili sono molto comodi e dichiarano apertamente come lo spirito di Prius non sia quello di una sportiva, offrendo un contenimento laterale piuttosto ridotto.
Premiamo l'apposito tasto “Start” e la vettura è avviata. Sicuri? Non si sente alcun rumore o vibrazione tipica del motore a ciclo otto. Tutto avviene nel silenzio più totale e nemmeno lo spostamento della leva del cambio automatico su D cambia la situazione. Per chi non l’ha mai guidata, le prime manovre hanno dell’incredibile. La vettura si muove spinta dal solo propulsore elettrico ed il grafico che appare alla voce “info” sul grande display al centro del cruscotto – utilizzato anche dal GPS - spiega chiaramente la situazione: un flusso verde (elettricità proveniente dalla batteria) alimenta il propulsore elettrico permettendo a Prius di uscire dal parcheggio senza aver consumato una sola goccia di benzina.
Il Toyota Hybrid System della Prius basa il suo principio di funzionamento su due componenti elettrici (un motore ed un inverter per la regolazione della tensione) ed un propulsore a benzina, “orchestrati” da una sofisticata centralina elettronica: il “cuore” elettrico, oltre a spingere l’automobile, ha il compito di recuperare l’energia nelle fasi di frenata trasferendola al pacco batterie che pesa solamente 39 kg. Scendendo nel dettaglio, l’unità elettrica è in grado di fornire 68 CV e 400 Nm di coppia massima alimentata a 500V, mentre il propulsore a benzina da 1.5 litri, dotato di fasatura variabile, eroga 78 CV e 115 Nm di coppia. Un totale che per alcuni istanti può toccare i 146 CV ma soprattutto 515 Nm di coppia massima, gestiti non solo dall’elettronica ma anche da una meccanica sofisticata e da un cambio automatico CVT di ultima generazione.
Le prestazioni sono di tutto rispetto: Prius arriva a 100 km/h partendo da ferma in appena 10.9 secondi, facendo registrare 170 km/h di velocità massima.
La ibrida Toyota, nonostante le sue forme poco convenzionali, ha le sembianze e le dimensioni di una berlina 4 porte del segmento D. I numeri parlano di 4.45 m di lunghezza, 1.73 m di larghezza, 1.49 m d’altezza ed un passo di 2.7 metri. Dimensioni davvero interessanti, che hanno consentito agli uomini Toyota di “ritagliare” un abitacolo e un vano bagagli davvero spaziosissimi.
Prova su strada
Ma è il momento di mettere le ruote su strada. Il traffico è caotico e per immettersi in carreggiata c’è bisogno di sprint. Nessun problema, alla pressione dell’acceleratore ed in men che non si dica, il propulsore a benzina viene in “soccorso” di quello elettrico assicurando tutta la spinta necessaria per la manovra. Non male!
Il traffico cittadino è lento, e spesso ci si ritrova fermi o a passeggio a passo d’uomo. A differenza delle altre vetture, Prius si trova alla perfezione in questa situazione perché dopo l’accelerazione iniziale il quattro cilindri a benzina si spegne lasciando il compito di muovere Prius al solo cuore elettrico.
Finalmente oltrepassiamo le mura cittadine. Il motore elettrico smette i panni di protagonista ed assume il ruolo di “collaboratore”, permettendo al millecinque a benzina di muoversi con prestazioni da duemila. Anche con il propulsore a benzina avviato, a meno che non si sia in fase di sorpasso, si viaggia in un “morbido” silenzio a tutto vantaggio di una buona chiacchierata o dell’impianto hi-fi che suona discretamente bene. Sul display, una serie di “flussi” si intrecciano in partenza ed in arrivo dalle ruote anteriori: c’è chi ha il compito di muovere Prius e chi quello di ricaricare il pacco batteria nelle fasi di decelerazione o, in alcuni casi, anche durante il movimento.
Tenendo un “ritmo” regolare, i consumi sono grosso modo in linea con quanto fatto registrare in città: 5.5 litri/100 km.
Passiamo all’autostrada. Anche in questo frangente il propulsore a benzina è il protagonista ed il propulsore elettrico interviene principalmente nelle fasi di sorpasso. Anche a 130 km/h la silenziosità rimane elevata ed anche i fruscii aerodinamici sono di lievissima entità. Se in città la Prius è imbattibile in tema di consumi e fuori porta si parla di ritmi da diesel, anche in autostrada i propulsori alimentati a gasolio non hanno vita facile: abbiamo registrato una media di 5.9 litri ogni 100 km.
In sintesi la Prius non si comporta certamente come una vettura sportiva e, visto che si tratta di una vettura da famiglia, la cosa ci sembra più che normale. L’assetto, tarato sul morbido, filtra perfettamente le asperità ma non rinuncia ad un pizzico di rollio che comunque non pregiudica la stabilità. La berlina giapponese si dimostra sincera e sicura in ogni condizione e nelle situazioni di emergenza il sistema di controllo della stabilità è una vera e propria certezza. Ottima la sensibilità offerta dal servosterzo elettrico e altrettanto valido risulta essere l’impianto frenante, potente ma allo stesso tempo modulabile.
Nonostante i suoi fiumi di tecnologia, lo spazio a bordo e la silenziosità da primato, il prezzo di listino è particolarmente interessante: 26.100 euro.
Giovedì Settembre 11
Fatti guidare al meglio