Alfa Romeo MiTo MultiAir

a cura di Performedia

Una rivoluzione come lo è stato per il diesel il Common Rail negli anni 90, ma"stavolta Fiat non cedera' brevetti su niente e a nessuno". Ecco come la Casa torinese presenta al pubblico mondiale una delle novità più attese da anni a questa parte, una vera svolta nei motori a benzina di cilindrata piccola e media, il MultiAir. Inevitabile che il debutto fosse sulla più promettente delle Alfa Romeo, la MiTo, anche lei una vettura di rottura rispetto al passato recente: sportività in taglia small senza copiare od ispirarsi a Mini, ma facendo tecnologia e motori all'italiana, piuttosto.

Per darvi una idea della attesa sulla tecnologia MultiAir, diciamo soltanto che questa è stata una delle carte vincenti nel convincere l'Amministrazione Obama a cedere Chrysler a Fiat.

Ma cosa avrà di speciale, il MultiAir? Rispetto ad un classico motore a benzina di cilindrata equivalente, i propulsori MultiAir guadagnano il 10% in potenza massima e il 15% in coppia, ma soprattutto aprono una nuova strada alla riduzione dell'inquinamento, con consumi "reali" in discesa fino al 10% e un taglio delle emissioni di CO2 e Ossidi di Azoto rispettivamente del 10% e del 60%. Tanto per capirci, la nuova top di Gamma MiTo, la Quadrifoglio Verde da 170 CV, produce la stessa quantità di emissioni inquinati della Junior "base" con motorizzazione non MultiAir, da 78 CV!

L'invenzione vera e propria è in un nuovo sistema elettro-idraulico di gestione delle valvole, con un controllo diretto dell'aria attraverso le valvole di aspirazione del motore, eliminando così la farfalla. La gestione totalmente computerizzata della combustione fa il resto, ed eccoci ad un "pacchetto tecnologico esportabile", cioè ritroveremo presto la sigla MultiAir su tutti i modelli del Gruppo Fiat, con uno sviluppo che durerà anni e che è solo all'inizio.

Il primo MultiAir della lista è comunque il 1.400 16v, aspirato o turbo, che debutta sulla Alfa Romeo MiTo: 3 diversi livelli di potenza (105 CV, 135 CV e 170 CV) e cambio meccanico a 5 o 6 marce. Fra poco si aprono i listini, ma intanto è possibile godersi proprio il 1.4 Turbo da 170 CV destinato esclusivamente alla inedita "Quadrifoglio Verde", in arrivo invece a gennaio. Qui c'è esattamente quello che mancava ad una Alfa dai tempi dell'uscita di produzione della Mitica 33 Quadrifoglio: leggerezza, risposta fulminea all'acceleratore e guida precisa su di un auto diventata nel frattempo estremamente tecnologica. L'Alfa DNA, il sistema elettronico che permette di variare il comportamento della vettura e che già presente su MiTo, con MultiAir trova finalmente una sponda nel motore, che si adatta e cambia davvero comportamento. Spostando il manettino da Normal a Dynamic, il comando dello sterzo si fa più pronto, cambiano in chiave sportiva i parametri dell' ESP, e l'acceleratore diventa decisamente più sveglio: 7.5 secondi per raggiungere i 100 km/h.

L'Alfa Piccola diventa incredibilmente divertente, anche grazie al nuovo sistema di "sospensioni attive" che, tramite il controllo degli ammortizzatori, permette di ridurre le oscillazioni della vettura in tutte le condizioni di guida. In uscita di curva, impossibile non apprezzare il lavoro del differenziale elettronico Q2, mentre in allungo il 1.4 MultiAir ha una progressione costante e sorprendente a guardare la cilindrata. E se poi la notizia fosse che l'Alfa davvero è tornata?

Martedì Settembre 8

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