Cosa sono
Il veicoli ibridi-elettrici sono veicoli che integrano un motore a combustione interna (alimentato a benzina, gasolio o etanolo) con un motore elettrico. A differenza di quanto si possa pensare, le batteria che alimentano il motore elettrico non devono essere ricaricate collegando l'auto a una presa di corrente: questa possibilità è anzi inesistente nella stragrande maggioranza degli ibridi, che per dare energia alla componente elettrica sfruttano invece l'energia cinetica dell'auto, recuperandola in fase di frenata: presto arriveranno però anche le auto (ibride e non) da "attaccare" alla presa. Alcuni modelli sfruttano anche il motore a combustione interna per alimentare un generatore (in pratica un secondo motore elettrico) che alimenta il motore elettrico principale o ricarica le batterie.
Negli ibridi-elettrici entrambi i motori contribuiscono alla trazione; generalmente è il motore elettrico a spingere l'auto quando la velocità si mantiene bassa, e il motore a benzina rimane spento durante le soste ai semafori. Quando serve più potenza o quando l'autonomia del motore elettrico si esaurisce, interviene quello a benzina. In questo modo le auto ibride elettriche possono offrire un'autonomia impossibile per i modelli alimentati esclusivamente a batterie e ottengono percorrenze eccellenti in relazione al carburante consumato.
Una lunga storia
Gli ibridi-elettrici non sono un'invenzione recente: tecnicamente esistono dal 1898, quando Ferdinand Porsche progettò un'auto il cui motore a benzina alimentava un motore elettrico collegato alle ruote. La vera svolta nel settore è arrivata però negli anni '90, con i modelli giapponesi Honda Insight e Toyota Prius. In particolare quest'ultima ha generato forte interesse nel pubblico, nonostante il look poco convenzionale e le funzionalità tipicamente ridotte di un modello esordiente. Dal suo debutto, nel 1997, la Prius è stata migliorata sotto tutti i punti di vista e offre oggi caratteristiche ben più avanzate. Seguendo l'esempio di Toyota, altri produttori hanno lanciato modelli ibridi: la Honda ha raffinato il suo progetto con la Civic Hybrid, la Ford ha allargato il settore anche ai SUV con la Escape e la Lexus con la RX400h ha inaugurato il mercato delle ibride a trazione integrale: il motore elettrico si occupa di fornire trazione alle ruote posteriori, eliminando la necessità del differenziale.
Vantaggi anche per l'ambiente
Il minore consumo di carburante fossile consente alle auto ibride percorrenze per litro ben superiori a quelle tradizionali; in questo modo le emissioni generali di elementi inquinanti sono drasticamente ridotte, specie nel ciclo urbano dove le auto ibride possono beneficiare anche dello spegnimento del motore a combustione interna nelle soste nel traffico. L'impatto globale è ancora tuttavia limitato, perché le auto ibride sono ancora un fenomeno di nicchia: nel 2005 negli Stati Uniti, il primo mercato per questo tipo di vetture, ne sono state vendute poco più di 200mila.
Imparando dagli ibridi elettrici
Alcune delle caratteristiche dei veicoli ibridi elettrici potrebbero in futuro venire integrate dai normali veicoli con motore a combustione interna, creando una nuova categoria di "semi-ibridi". Ad esempio, potrebbe essere recuperata l'energia cinetica del veicolo in frenata per alimentare alcuni sistemi elettrici, come l'aria condizionata. In alternativa, la funzione di spegnimento del motore ad auto ferma potrebbe essere utilizzata anche in presenza del solo motore a benzina o diesel, con evidente risparmio sia in termini di consumi che di impatto ambientale.
Giovedì Giugno 7
Riesci a rispondere a queste domande?