Si chiamano "Plug-in Hybrid Electric Vehicles" (PHEV): sono le auto ibride elettriche di domani, quelle che attaccheremo, come normali elettrodomestici, alla presa di corrente per ricaricare le batterie. Oggi non esiste ancora un singolo modello di PHEV ufficialmente in vendita, sebbene siano in commercio per i più popolari ibridi elettrici (come la Toyota Prius) kit after-market che consentono la modifica. Ma nei prossimi anni, i PHEV saranno realtà: automobili che potremmo collegare alla presa, le cui batteria agli ioni di litio ci garantiranno fino a 60 chilometri di autonomia, prima che il motore a combustione interna debba entrare in funzione.
Qual è il grande asso nella manica delle auto PHEV? Che si basano su un'infrastruttura che esiste già: i piccoli motori a combustibile fossile fanno uso di normale benzina o diesel, mentre la componente elettrica sarà ricaricabile tramite prese di corrente standard, normalmente presenti in molti box privati e garage. Ma quando arriveranno sulle mercato queste auto? Molti produttori le promettono già per il 2009, ma ci sono ancora questione tecniche da risolvere. Riguardano essenzialmente le batterie, la cui tecnologia deve essere adattata alle caratteristiche dell'automobile: ciò significa costruire batterie molto potenti e soprattutto molto durevoli. Tipicamente, i produttori dovranno garantire le batterie per almeno 10 anni di utilizzo o per circa 100mila chilometri; numeri non da poco per una tecnologia che degrada col tempo, come sa chiunque abbia a che fare con una batteria per cellulare o per computer notebook vecchia di qualche anno. In più c'è il problema della gestione del conglomerato di batterie (potrebbero servirne anche 200 per ciascuna auto) in termini di collegamenti elettrici e controllo elettronico; da non sottovalutare, infine, il fattore peso.
Dal punto di vista delle prestazioni, i dati sono più che rassicuranti: uno dei primi modelli "plug-in" ad arrivare sul mercato sarà infatti un'auto sportiva, la Tesla Roadster. Con una singola carica le sue batterie al litio da 375 volt la spingono per quasi 400 chilometri, con un incredibile tempo di soli 4 secondi sullo scatto da 0 a 100. Più tradizionale nella forma e nella sostanza è invece la Volt di General Motors, equipaggiata con un secondo motore a benzina che, tuttavia, non fornisce mai potenza alle ruote ma soltanto al motore elettrico principale, in caso di bisogno. Con questo sistema la Volt garantisce un'autonomia superiore ai 900 chilometri, e un prezzo di listino che dovrebbe rimanere al di sotto dei 30mila euro.
Giovedì Giugno 7
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