Volvo V70 Bifuel: Test Drive

Volvo è stata fra le prime Case ad offrire versioni a benzina con la doppia alimentazione, meglio note come “Bi-fuel”, in grado cioè di utilizzare sia la benzina che il GPL, assai più economico ed ecologico, che costa la metà e vanta emissioni decisamente ridotte rispetto alla stessa “verde”.
Stranamente, fino a pochi mesi addietro, la filiale italiana non aveva posto in evidenza tale opportunità, forse perché l’immagine di una vettura a metano o a GPL “cozzava” con quella di una vettura di prestigio ed elitaria, come quella riconosciuta alla Casa di Goteborg, ora acquisita dal Gruppo Ford.
I tempi passano ed oggi Volvo schiera una gamma completa di motorizzazioni “ecologicamente corrette”, sottolineando che lo stesso turbodiesel D5 vanta emissioni decisamente contenute.
Buona parte della famiglia Volvo è oggi disponibile con motore Bi-fuel con doppia alimentazione gas/benzina o metano. Nello specifico, le Serie 60, 80 e 70 possono richiedere la doppia alimentazione abbinata al cinque cilindri 2400 sia con la soluzione metano che a GPL, rilevando che entrambe vantano una potenza di 140 CV.
Per il modello d’accesso al “Mondo Volvo”, la marca svedese propone (sia per la variante berlina che station) il 1800 da 116 CV alimentato a GPL.
Fra le due alternative il metano è certamente più economico ed ecologico, ma ha il forte handicap di una rete distributiva ancora carente e totalmente assente nelle stazioni di servizio autostradali (praticamente è ideale solo per chi abita in Emilia Romagna e nel Veneto). Quindi è decisamente più pratico indirizzarsi verso il GPL, reperibile ormai in tutto il Centro-Nord (da Roma in su, mentre al Sud le stazioni sono ancora poche, ma stanno aumentando) con una buona capillarità lungo le autostrade e nei centri abitati. Lo stesso vale per l’estero, dove il GPL si sta diffondendo ben più rapidamente del metano.
Per verificare la validità di tale proposta Infomotori.com ha chiesto a Volvo Italia di poter testare una Bifuel, ricevendo in tempi estremamente rapidi una fiammante V70 alimentata a benzina e GPL.
Esteticamente identica alle sorelle a benzina e gasolio, la V70 “ecologica” si riconosce unicamente per la targhetta posteriore, poiché lo stesso bocchettone è ospitato vicino al tappo della benzina occultato dallo sportellino metallico.
Internamente la strumentazione è identica alle altre e l’indicatore del livello del GPL ha preso il posto di quello del carburante tradizionale, rilegando l’indicatore del serbatoio benzina nel riquadro inferiore attraverso l’uso di led luminosi, che indicano la quantità disponibile solo quando si viaggia a benzina .
Nella norma si usa il benzina unicamente in fase di accensione del motore. Quando il 5 cilindri 2400 da 140 CV ha raggiunto la temperatura ideale avviene la “commutazione automatica” e ci si ritrova senza accorgersene ad alimentazione GPL.


Solo un pulsante con una spia rossa (accesa quando si va a super), posta sul tunnel, segnala che si è abbandonata la più costosa ed inquinante benzina, soffermandoci sul fatto che se la “verde” ha superato l’euro, il GPL (sulle statali) è ancora sotto i 50 centesimi. Il risparmio è quindi assicurato pur dovendo avvertire che la resa del GPL è inferiore alla benzina e quindi un litro del primo carburante non può essere equiparato ad uno di GPL.
I consumi del 2.4 non sono propriamente contenuti, ma l’effetto GPL ha permesso di far galleggiare i costi chilometrici, segnalando che è ben dura percorrere 10 km con un litro di benzina e la nostra media andando a gas è stata attorno ai 9 chilometri.
A livello di prestazioni le differenze sono trascurabili, considerando che il 2400 Volvo aspirato assicura valide prestazioni, senza avere velleità sportive (lasciate alla versione Turbo da 200 CV).
Il confronto più che con la sorella benzina 2400 (offerta a 32.550 euro contro i 34.900 della Bifuel di pari allestimento), va fatto con la Diesel da 163 CV che assicura ben altre prestazioni e consumi, ma costa almeno 37.400 euro.
Il GPL appare quindi una scelta assai interessante per chi abita in Centri soggetti a chiusure forzate del traffico (il GPL passa, il Diesel no!), nonché per coloro che usano con frequenza la vettura senza però macinare chilometri da rappresentanti di commercio.
L’autonomia risulta inoltre raddoppiata, poiché accanto alla bombola del GPL (con cui si possono percorrere tranquillamente 4/500 km), troviamo quella ridotta del benzina che permette di viaggiare anche in aree non servite da stazioni GPL.
Su strada, la V70 Bifuel si è fatta apprezzare per silenziosità e comodità, vantando buone doti di elasticità, tanto che il divario con la sorella a benzina è davvero esiguo.
Comparandola invece con la D5 a gasolio, il match appare impari trovandosi di fronte ad uno dei migliori diesel del settore.
Sul versante della meccanica, tanto di cappello quindi agli ingegneri, al pari della sicurezza: grazie all’impiego di speciali serbatoi e soprattutto di raffinate valvole di sicurezza, il GPL è decisamente più sicuro del benzina nonostante molti siano ancora convinti che si tratti di “bombe mobili”.
Una falsità da evidenziare per i nuovi sistemi, tanto che presto sarà possibile parcheggiare una V70 bifuel anche nei parcheggi interrati (cosa ad oggi permessa solo ai veicoli a metano). Una vettura che merita dunque essere provata!

Mercoledì Agosto 24

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