Atene - Octavia, l'evoluzione continua. Evoluzione, non rivoluzione, perchè i tratti e l'espressione sono sempre gli stessi: nel segno della sobrietà e della linearità stilistica, ora accompagnate da una eleganza discreta, che pervade tutta la vettura, sia all'esterno che all'interno.
Il contatto con il modello dell'anno 2004 avviene ad Atene, non a caso scelta da Skoda: qui si respira il classico che non tramonta mai, concetto che la casa ceka vuole trasmettere ai potenziali automobilisti che siederanno al volante di questo cavallo di battaglia.
Segmenti confusi
La nuova Skoda - che verrà commercializzata a partire dal prossimo settembre - ha radici lontane. Venne presentata per la prima volta nel 1959, diretta discendente della Skoda 440, già nota all'epoca con il nome di Spartak.
Anni luce separano, come è giusto che sia, la vetturetta di allora (che pure, con carrozzeria due porte, poteva ospitare quattro persone) da quella di oggi: lunga e larga quanto basta per posizionarla tra i segmenti C e D (e questa è un'ulteriore riprova del fatto che ormai la frammentazione di segmenti, generi e classi è davvero totale o che certi manager hanno molta fantasia).
Di fatto questa Octavia secondo i responsabili del marketing del Gruppo Volkswagen - dovrebbe fare la guerra a mostri sacri (nel segmento) quali Opel Astra, Peugeot 307, Renault Megane, Ford Focus e Fiat Stilo.
In pratica è la diretta rivale della cugina Volkswagen Passat ed il suo prezzo tentatorio potrebbe tentare persino potenziali acquirenti della parte nobile Audi A4.
Fra le carte migliori della nuova Octavia segnaliamo i prezzi (indicativamente da 16.000 euro, chiavi in mano), gli allestimenti (tre versioni) e la gamma di motorizzazioni, davvero per tutti i gusti: al lancio due benzina 1.6 da 102 e 115 cavalli, e due turbodiesel, un 1.9 da 105 e un 2.0 da 140 cavalli.
Ma la gamma prevede anche un 1.4 benzina da 75 cavalli e un benzina 2.0 decisamente più muscoloso, con 150 cavalli sotto il cofano.
Design
Unocchiata esterna dice molto. Lultima Octavia si avvicina prepotentemente alla Passat, con muso slanciato e linea di parabrezza-tetto-lunotto posteriore molto arrotondata, a raccordarsi con un bagagliaio corto (esternamente) che fa tanto due volumi e mezzo, ma che invece ben nasconde un grande portellone che ingloba anche il vetro posteriore e si apre su un vano di proporzioni davvero ragguardevoli: 560 litri di capienza, 36 più della precedente versione.
Nella versione più elegante, un bordo cromato che evidenzia la linea di cintura e larcata superiore della carrozzeria, offre un colpo docchio notevole, sopratutto sulla carrozzeria scura.
Il muso merita una annotazione: lOctavia ora assomiglia molto alla Superb, lammiraglia di Skoda, ma evidentemente la casa ceka ha considerato i rischi più o meno presunti di cannibalizzazione tra i modelli di famiglia. Infine, la fanaleria posteriore: gruppi ottici grandi e avvolgenti sui fianchi, con taglio interno leggerente diagonale e un particolare inserto a C di colore chiaro in corrispondenza delle luci di retromarcia.
Abitacolo
Labitacolo, soprattutto nellallestimento Elegance (lintermedio si chiama Ambiente, quello base Classic) emana addirittura signorilità, con tonalità bicolore che scongiura, con la parte bassa chiara e quella superiore scura, fastidiosi riflessi sul parabrezza. Il cruscotto è semplice e moderno, con la zona centrale radio/climatizzazione di chiaro riferimento Volkswagen. Pulitissimo il volante a quattro razze, oltre il quale si apre la palpebra della strumentazione, dominata da due grandi quadranti di forma circolare inframmezzati da un display di servizio. Per finire, un cloche del cambio corta, ancora più bella nella versione automatica.
Vita di bordo
La vita a bordo è votata alla comodità senza fronzoli, semmai con molta concretezza: raro, per esempio, trovare anche in auto di categoria superiore, due scomparti per sistemare bottiglie da un litro: ce nè uno alla fine della tasca della portiera lato guida e uno identico per il passeggero, per di più con una intelligente inclinazione. Non mancano finezze come la ventilazione separata, con bocchette che fuoriescono anche dal bracciolo centrale e sono rivolte verso gli occupanti dei sedili posteriori. I sedili sono piuttosto rigidi, e questo è un regalo che facciamo alla nostra schiena più che ad un personale senso di comodità da poltrona di casa.
Su strada
Tre le motorizzazioni scelte per la prova su strada, il 1.6 benzina da 112 cavalli e i due turbodiesel da 105 e 140 cavalli. Il test sul benzina è stato doveroso visto che, con il 1.4, è di fatto il modello dingresso. Questo per di più, a differenza del 1.4 e del 1.6 meno potente (ad iniezione del carburante nel condotto di aspirazione) adotta liniezione diretta, così come il 2.0 da 150 cavalli. La coppia, e si percepisce durante la marcia, è più presente ai bassi giri, mentre quando si preme sullacceleratore le prestazioni, a parità di cilindrata, sono più elevate.
Nessun effetto dragster, sia chiaro, con accelerazione 0-100 in poco più di 11 secondi, comunque con una velocità di punta di 198 chilometri orari.
In viaggio sulle due turbodiesel cambia tutto. Iniezione diretta con iniettore-pompa ad alta pressione (fino a 250 Mpa), turbocompressore e turbina a geometria variabile sono gli ultimi ritrovati per produrre come risultato valori di coppia elevatissimi ai bassi con la possibilità di dimenticarsi di cambiare. Il 1.9 supera i 190 e accelera in 11,8 secondi da 0 a 100, in compenso nelluso combinato i consumi si attestano sui 5 litri per 100 chilometri.
Emozioni più forti (in considerazione della stazza della vettura) le regala il 2.0 a gasolio da 140 cavalli, con velocità di oltre 208 orari e 9,6 secondi nello spunto 0-100. I consumi salgono appena (5,5 litri/100 km) rispetto alla versione meno potente. Una finezza sui motori a gasolio è la trasmissione manuale (ma è disponibile anche lautomatica) con tecnologia DSG con cambio diretto: il principio è quello della presenza di due frizioni, che assicura una cambiata velocissima e precisa, sia a salire che a scalare.
La possibilità di filare via senza tirare le marce alza la qualità di vita a bordo, visto che la rumorosità interna è molto contenuta.
In Grecia si girano ed in Italia
?
Girare su una Skoda e vedere la gente che si gira a guardarti era una cosa impensabile prima del 96, anno della svolta stilistica del marchio ceko. E invece durante il test drive è accaduto, complice anche una della auto che, con verniciatura blu notte, aveva unaria davvero importante. Solo questo sarebbe sufficiente a confermare quanto il marchio e la percezione negli automobilisti delle auto che produce siano cambiate, almeno in Grecia, forse a Milano sarà più dura
.
Rivali avvisate, ma non si sa per quali modelli
Skoda ci crede e con Octavia punta a vendere sul mercato italiano 6.500 vetture nel 2005 (divise tra la berlina, 2000, e limminente station, 4.500), mentre dal prossimo settembre a fine anno punta su 300 auto.
Le rivali francesi, tedesche, italiane e sono avvertite, ma non abbiamo capito chi debba tremare: la Ford per Focus o Mondeo, la Peugeot per 307 o 407, la Opel per Astra o Vectra e soprattutto i colleghi della Volkswagen visto che costa molto meno della Passat e pure della nuova Golf pur avendo una gran mole di componenti in comune a partire dai propulsori.
Lasciamo quindi decidere agli automobilisti e di sicuro i concessionari Skoda sorridono e saranno ancora più felici con la nuova station wagon.
Mercoledì Agosto 24
Fatti guidare al meglio