Divonne (F) Negli Stati Uniti dAmerica è la più amata fra le ammiraglie, tallonata da
BMW Serie 7 e
Mercedes Classe S, in Giappone la nuova edizione è già un cult con oltre 10.000 unita vendute in poco più di due mesi.
Stiamo parlando della nuova
Lexus LS 430 spinta da un poderoso ed un vellutato 8 cilindri a V 90° che sviluppa una potenza di 281 CV ed una coppia massima di ben 417 Nm a 3500 giri al minuto. La Lexus LS 430 terza generazione debutta in questi giorni in Italia al prezzo di 86.000 euro nella sola versione Ambassador.
Una vettura che sintetizza il meglio a livello tecnologico con delle primizie come la telecamera posteriore di assistenza durante le manovre di parcheggio, il nuovo cambio automatico a sei marce, 10 airbags (fra cui due salva ginocchia per pilota e passeggero) e fari allo Xeno con tecnologia i-AFS che permette di illuminare la zona interna delle curve assicurando una guida notturna ben più sicura.
Una vera ammiragliaUna vera ammiraglia che i vertici Lexus, marchio lusso del Gruppo
Toyota, definiscono probabilmente la vettura più tecnologia attualmente presente al mondo che si guida in estremo relax o, ancor meglio, da far guidare al proprio autista, approfittando delle comode poltrone posteriori con poggiabraccio centrale con una infinità di comandi attraverso cui si può regolare la temperatura, selezionare la stazione radio preferita e persino godersi un massaggio.
Gamma davvero corta ed esclusiva visto che in Italia sarà proposta esclusivamente la Ambassador che non comprende nessun optional a pagamento: cambio automatico, tinta metallizzata, interni in pelle, tetto apribile, navigatore satellitare, viva voce bluetooth sono tutti compresi nel prezzo non certo popolare, ma indubbiamente inferiore di un buon 10% rispetto alle tedesche A8, Serie 7 e Classe S.
EsteticaLa linea è stata rinnovata pur mantenendo limponente sagoma ed intervenendo principalmente sui gruppi ottici anteriori (simili a quelli della bella RX) e posteriori (con led che aumentano la luminosità e riducono i tempi di reazione). Importante ed esclusiva fuori con un look pensato più per americani e nipponici che per gli europei, pur avendo fatto passi da gigante rispetto alla prima generazione. Belli i generosi cerchi da 18 pollici (con controllo pressione monitorato da un sensore che avvisa direttamente sul display del navigatore)ed i doppi scarichi posteriori che conferiscono un pizzico di sportività alla berlinona.
InterniSe sul design si può discutere, sugli interni bisogna applaudire per spazio, razionalità, comfort, cura dei dettagli, sicurezza, luminosità e ricchezza di contenuti.
Una vera limousine di rappresentanza che non accetta compromessi e si avvicina paurosamente alla perfezione.
Trovare un difetto è davvero arduo ed il monitor centrale è commovente!
Oltre a portarti a destinazione con un valido navigatore satellitare touch screen che ti permette pure di trovare qualsiasi albergo o ristorante e prenotare telefonicamente la tua cena o soggiorno sfruttando il telefono bluetooth che, oltre ad eliminare i fili, è integrato con il database del navigatore e quindi basta digitare sul numero di telefono e si raggiunge lutente desiderato: una vera comodità che farà felici i pochi appassionati che rinunciano alla Stella per apprezzare la massima tecnologia.
Fra le chicche ricordiamo pure i circa 300 comandi vocalici che permettono di tenere le mani sul volante ed ordinare al computer di eseguire tutti i propri desideri. Praticamente manca solo la macchina del caffè ed un frighetto con champagne e succhi darancia!
Su stradaDallaeroporto di
Ginevra al Grand Hotel di Divonne (noto centro termale francese a pochi chilometri dal confine elvetico e dal Lago di Ginevra) siamo stati accompagnati da un autista che ci ha preso i bagagli e fatto salire sulle poltrone posteriori.
La prima impressione è stato il motore: sembrava di essere su un veicolo elettrico tanto era vellutato e silenzioso lotto cilindri che spinge questo bestione che vanta un peso non certo da vita snella.
Comfort e spazio da limousine americane ed una volta tanto non abbiamo protestato per non poter subito testare la vettura.
Giunti a destinazione e lasciati i bagagli in camera siamo subito saliti in vettura per comprendere il motivo per cui alcuni dei massimi imprenditori e finanzieri italiani (nessun nome per rispetto della privacy ma fra i 500 possessori delle precedenti LS 430 troviamo veri pezzi da novanta del gotha economico) scelgono una Lexus piuttosto di una tedesca.
Pochi chilometri e ci si rende conto di essere a bordo di una vettura tecnologicamente allavanguardia, ma con sistemi sviluppati per semplificare la vita e non far impazzire il povero pilota con levette, mouse e centrali comandi con 900 funzioni che fanno scattare paurose emicranie.
Pur essendo lunga più di cinque metri e vantando una stazza di 1875 chili ( a vuoto) la LS 430 mostra una adeguata maneggevolezza che abbiamo potuto verificare lungo un percorso adatto più ad una sportiva che ad una ammiraglia. Curve, controcurve, tornanti, neve e rettilinei rari quanto brevi
Nonostante ciò siamo giunti freschi e riposati e siamo certi che affrontare 500 chilometri in autostrada un gioco da ragazzi.
Evitiamo di dare i voti, ma certo il cambio a sei marce automatico è da applauso, lo sterzo è preciso, la frenata adeguata, le sospensioni annullano qualsiasi asperità del terreno e lelettronica rende tutto facile e sicuro.
Se poi doveste sbagliare traiettoria potete sempre contare su una cellula salvavita a prova di panzer e lunico rischio è di affogare in mezzo ai dieci airbags. Scherzi a parte, si tratta di una vettura davvero valida che meriterebbe una linea più accattivante ed un bel propulsore turbodiesel 4 litri come propongono
Audi, BMW e Mercedes.
Per ora bisogna accontentarsi del 4.3 benzina e fra due anni forse arriverà un generoso propulsore a gasolio. I germanici sono avvisati
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