Tanto la si aspettava appena presentata e tanto si fa attendere ora in concessionaria prima di trovare un acquirente!
E uno strano destino che accomuna molte vetture dalla forte personalità ed alla moda, ma questa volta Chrysler ha molte colpe, avendo fatto attendere per troppo tempo un motore più economico come il 1600 e, soprattutto, fa ancora bramare per una versione turbodiesel.
La 2 litri da 140 CV non è infatti né carne né pesce, ma in compenso consuma e pecca in prestazioni.
Per cercare di rilanciare le vendite (passate dalle 288 di giugno alle 73 di agosto) la DaimlerChrysler Italia confida in questa entry level, ma non sarà facile rilanciare il suo appeal, non avendo una scuderia adeguata alla mole della vettura.
Non crediamo infatti che la 1600 possa fare miracoli poiché se, da un lato, abbassa il prezzo dingresso, dallaltro offre un vero polmone a gente appassionata, che in montagna vorrebbe sorpassare in sicurezza e con brio la corriera di turno.
Neppure la cabrio è allorizzonte, benché sia stata ritirata fuori dal cilindro in occasione del Salone di Tokyo.
Ed allora non resta che attendere la 2200 CDI con motore
Mercedes, che dovrebbe finalmente dare alla PT Cruiser quel piacere di guida e quella vitalità che questo modello si merita, senza dover far troppi passaggi dal benzinaio sottocasa.
Unica incognita della CDI da 143 CV giungerà dal prezzo, che speriamo non sia da stella, ma da Chrysler!
Nei prossimi giorni vi forniremo le nostre impressioni di guida e daremo maggiori dettagli sulla 1600, anche se Infomotori rinnova il consiglio di attendere la versione a gasolio, prezzo permettendo.