
Porsche Italia a gonfie vele
Il dividendo più alto mai riconosciuto agli azionisti (verrà staccato il 28 gennaio) e un premio speciale di 3mila euro ai dipendenti della sede tedesca in azienda prima del 1° aprile del 2003: è così che la presidenza di Porsche Ag celebra lanno del primato.
Con lesercizio 2003/2004, la casa tedesca ha fatturato 6,36 miliardi di euro sfondando per la prima volta la soglia del miliardo di risultato lordo (5 volte tanto rispetto a 10 anni fa): 1.088 milioni di euro (+16,6%) prima del versamento delle imposte. Il risultato netto è cresciuto della metà (+8,3%) ed è stato pari a 612 milioni di euro. In totale sono state vendute 76.827 auto.
LItalia non è stata a guardare, anzi: con 3.895 vetture assorbite (il doppio rispetto a 3 esercizi fa), quello dello stivale è risultato il quarto mercato al mondo. Il successo della Cayenne è stato straordinario con quasi 2mila esemplari venduti. Laltro modello di punta è stata la nuova 911 con 1.385 vetture. Sono state piazzate anche 522 Boxster e 19 Carrera Gt. Il fatturato è schizzato verso lalto, superando i 266 milioni di euro: 70 milioni in più rispetto allultimo bilancio.
E adesso puntiamo alle 4.500 vetture vendute sorride Loris Casadei annunciando lobiettivo per il prossimo 31 luglio. I clienti italiani apprezzano molto la nuova 911 coupè nei modelli con motore da 3,6 litri e S con motore da 3,8 litri. A breve dice sempre Casadei sarà disponibile anche la versione cabriolet.
I dati sono incoraggianti: nel quadrimestre agosto - novembre, Porsche ha già avvicinato i 2 miliardi di fatturato (+4% di volume daffari e +7% di auto vendute). In termini percentuali i mercati che hanno risposto meglio alle sollecitazioni di Porsche sono quelli orientali con crescite che, nello scorso esercizio, erano stati a tre cifre in Medio Oriente ed Asia/Pacifico.
La gestione diretta delle filiali è stata una scelta strategica vincente nella politica commerciale di Porsche. In Italia la rete è forte di 28 concessionari, 25 officine autorizzate e 6 officine motorsport. La crisi degli anni scorsi è ormai un lontano ricordo: lorgogliosa riscossa di Porsche, che ha resistito alle sirene tentatrici del mercato, è fondata sulla nuova concezione aziendale che premia linnovazione, che scommette su una flessibilità verso il basso (particolarmente efficace quando il comparto non tira), che punta sullinnovazione.
È praticamente da escludere, infatti, il debutto di una Porsche diesel, mentre nel giro di un paio di anni se ci saranno indicazioni politicamente chiare potrebbe esordire una ibrida: benzina e idrogeno i propellenti.
Mattia Eccheli, 30-08-2005
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